Intervista: Bomba Hache

Intervista: Bomba Hache

 

Esatto, avete letto giusto!

Dato che assieme alle mie partner in crime RollerFighters e Marta mi sto occupando di organizzare il Ramp Camp di fine agosto con la bravissima Bomba Hache, ho pensato di rivolgerle qualche domandona.

Buona lettura!

 

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1) Ciao Bomba, quanti anni hai e quando hai iniziato a pattinare? So che vieni dal pattinaggio artistico: lo pratichi ancora?

Ciao Chicks! Ho appena compiuto 27 anni e ho iniziato a pattinare quando ne avevo 4. E’ esatto: praticavo il pattinaggio artistico e anche un po’ di pattinaggio in linea di velocità. A 7 anni ho lasciato perdere i pattini in linea e ho continuato con il pattinaggio artistico fino ai miei 14 anni, momento in cui ho smesso di praticarlo e di fare gare. Per alcuni anni ho usato i pattini a rotelle solo per fare lunghe pattinate sul lungomare. Nel 2014, dopo un breve incontro con il Roller Derby ho scoperto questa nuova disciplina: il ramp skating!Era davvero la combinazione perfetta di tecnica e stile per me, dunque da allora non mi sono mai fermata.
Non uso più i miei pattini da pattinaggio artistico, ma ogni tanto mi piace fare alcuni salti e piroette anche se sto usando i pattini quad da rampa.
2) In che modo il pattinaggio artistico ti ha aiutata sulle rampe?
Il pattinaggio artistico ti dà una serie di basi imporanti: skills, equilibrio, postura… Senza ombra di dubbio se possiedi tutte le skill che il pattinaggio richiede sarai in grado di avanzare rapidamente sulle rampe. Il pattinaggio artistico può fornirti le basi e dopo di ciò tutto quello che devi fare è familiarizzare con le rampe e giocarci. Come dico sempre: “catch the flow”.
3) Consiglieresti ad una/un novizia/o di prendere lezioni di pattinaggio prima di iniziare a praticare il ramp skating?
 
Se è la prima volta che indossi dei pattini a rotelle ti consiglierei vivamente di partire dalle basi: saper andare avanti e all’indietro, girare, praticare figure, frenat, salti … Di certo non hai bisogno di essere una/un esperta/o, ma almeno avere il pieno controllo del mezzo. Quando ti senti abbastanza sicura/o è tempo di iniziare a saltare panchine e buttarti sulle rampe!
 
4) Qual è il più grande risultato che hai raggiunto con il ramp skating e perchè?
Non ho un “risultato” preferito perchè più mi alleno e più noto che i risultati che una volta credevo impossibili arrivano naturalmente. All’inizio non avevo idea di come droppare da una rampa, ma ho pensato che quello di cui avevo bisogno era pensare ai movimenti che avrei fatto, immaginarmi mentre li facevo, prepararmi e non lasciare che la paura mi fermasse. La pratica ci avvicina alla perfezione e la nostra testa gioca un ruolo fondamentale nel processo.
 
5) Parlando di risultati, congratulazioni per il tuo primo posto nella categoria “Advanced” al Breaking Trucks a Malaga! Com’era il contest?
Una bomba! Mi sono divertita un casino! I ragazzi di @downhillmalaga sono fantastici! Portano davvero un grosso contributo alla scena organizzando questo genere di eventi e soprattutto con le loro good vibes. Quest’anno il contest era “Girls only” con l’intento di incoraggiare le donne a partecipare introducendole al mondo degli skatepark.
6) Qual è il trick che ti piace di più eseguire ?
Non ne ho uno in particolare, mi piace pattinare in tutta la sua totalità.
 
7) Qual è stato il trick più difficile da imparare, per te? 
Tutti i trick erano difficili per me, quindi all’inizio fare uno stall era il mio obiettivo. non puoi dire di avere il controllo di un trick finchè non lo fai sistematicamente e lo fallisci di rado. Al momento sto lavorando al salto mortale in avanti e agli invert.
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8) Noto con piacere e ammirazione che stai lavorando tanto per costruire la scena in Spagna. Come descriveresti la scena del ramp skating nel tuo Paese, al momento?
Tante persone stanno iniziando a praticare questa disciplina, ma siamo tanto dispersi e lontani gli uni dagli altri quindi è difficile incontrarsi e pattinare insieme.Ci tengo davvero tanto a mostrare al mondo di cosa si tratta quindi mi sto impegnando ad organizzare eventi e meetup.
 
9) Quante persone fanno parte del chapter di Chicks in Bowls Spagna al momento? Organizzate eventi?
Al momento siamo circa 72 persone iscritte al database spagnolo. Organizziamo meetup e altri eventi. Ora che me lo dici, sto organizzando un contest di ramp skating al @pulpoextreme indoor extreme & urban sports festival ad Ourense (Galicia, Spain). L’evento sarà dal 27 settembre al 1 ottobre. Potrebbe essere un’ottima occasione per incontrarci e skateare insieme. Sarà un viaggione incredibile: good vibes, musica, cibo, feste, Ourense’s hot springs … e una bella varietà di discipline urbane. Vi invito caldamente a partecipare: potrebbe essere un’ottima occasione per aprire le porte del ramp skating sia per la scena spagnola sia per quella internazionale. Più gente riusciamo a portare più avremo la possibilità in futuro di organizzare eventi simili.
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10) Come ti fa sentire il fatto che a fine agosto verrai ad insegnare in Italia? Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Sono davvero esaltata per questa nuova avventura! L’Italia mi piace molto e l’ho visitata in lungo e in largo, ma non ci ho mai pattinato. Adoro l’idea che incontrerò ragazzi e ragazze che condividono la mia stessa passione e soprattutto che avrò l’opportunità di aiutarli ad avanzare di livello nel loro modo di pattinare, raggiungere i loro obiettivi e soprattuto superare le loro paure.
 
11) C’è qualcosa che vorresti dire a chi ha appena iniziato a pattinare sulle rampe?
Il mio consiglio è di non demoralizzarsi e soprattutto non voler raggiungere tutti gli obiettivi in un colpo solo. Roma non è stata costruita in un giorno. Prendi il tempo che ti serve e costruisci step by step. Le rampe sono divertenti e soprattutto generano dipendenza, vedrai che con costanza i risultati arriveranno.
 
12) Pratichi altri sport oltre al ramp skating? Vai in palestra o segui una preparazione atletica particolare o pattini, pattini, pattini?
In realtà mi piacciono tutti gli sport ma non c’è nessuno sport che pratico con regolarità a parte pattinare. Ogni tanto vado in palestra. Quando fuori fa caldo odio l’idea di dovermi chiudere dentro una stanza ad allenarmi quando c’è uno skatepark al sole praticamente dietro casa mia. Potrei dunque dirti che la strada è la mia palestra.
 
13) Domanda random: il tuo cibo preferito? : ) 
Devo dirti che sono dipendente dallo zucchero e che adoro la pasta e la pizza! Sembra proprio che passerò un bel weekend in Italia, in tutti i sensi!
Grazie Bomba Hache per aver risposto alle mie domande! A voi che leggete altro non posso fare che ricordarvi le date del ramp camp: sabato 26 e domenica 27 agosto. Tutti i dettagli sull’evento facebook a questo link.

Intervista: Matjelille

Intervista: Matjelille

Questa è la prima di una serie di interviste che farò e se ho deciso di iniziare con Marta ( @matjelille ) c’è un motivo serio. Marta è stata in assoluto la prima persona in Italia che ho visto andare sulle rampe con i quad.

Lei non lo sa, ma ancora non ci conoscevamo ed io giá la stalkerizzavo su facebook. Come ti fa sentire questo, Marta?

M: Estremamente lusingata, con conseguente effetto peacock (vedere diapositiva 1)

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Partiamo dalle basi. Chi sei, quanti anni hai, dove abiti e cosa fai nella vita.

M: Mi sun Marta, ho 27 anni, vengo da Torino e lavoro nel magico mondo dell’internet. In sostanza sono un internauta, o un alieno, a seconda dei giorni.

Come hai iniziato a praticare il ramp skating?

M: Come tutte le brave ragazze alienate del mondo, quando il modem che propaga per l’etere l’internet si rompe, lei bestemmia, si dispera, piange e poi esce a vedere com’è il mondo al di là del monitor. Dunque una primavera di tre anni fa sono andata a pattinare nella speranza che il modem si auto-aggiustasse e sono finita in quello che è poi diventato la mia seconda casa, lo skatepark di Parco Dora. E mi sono detta, WHY NOT- salendo su un quarter sconquassato e scendendo. Poi l’ho rifatto e poi ho saltato ed è arrivata la prima caduta. Inutile che io vi faccia dello storytelling sulla scarica di adrenalina che mi ha attraversata e di quanta ancora ne volevo, no?

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Il primo trick che ricordi di aver portato a casa?

M: ZEN AIR! E’ stato sicuramente il più spettacolare obiettivo da me raggiunto all’epoca!

Il trick a cui stai lavorando adesso?

M: CARTWHEEL. Con questo trick ho un rapporto di odi et amo dei più classici. Non la sapevo fare da bambina per un motivo molto semplice: il mio cervello per qualche ragione si ostinava a farmela fare con la partenza dal lato sbagliato, un mesetto fa sono partita con il piede sinistro (QUELLO GIUSTO!) e mi è venuta! Poi l’ho fatta con i pattini, e ora la sto portando in rampa, piano piano, cadendo, rotolando, tremando ma sempre accompagnata da quell’adrenalina che mi funge da carburante.

Qual è il tuo skatepark preferito in Italia?

M: PINBOWL, Pero
Ha esattamente tutto quello che serve sia per imparare nuovi trick, che per spingere al livello successivo quelli che già spadruneggi. Il park è costruito più che bene, il legno è fantastico e le curve perfette.

Se potessi chiamare una/un skater dall’estero e farla/o venire in Italia chi sarebbe?

M: FINK FINK FINK
Questo skater è uno dei più emozionanti che io abbia mai visto, sembra che vada a rallentatore, come avesse le ali ai piedi.

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Qual è la crew con la quale vorresti skateare all’istante se esistesse il teletrasporto?

M: NEFARIOUS CREW, anche se sono solo skaters ç_ç ma cerco di raggiungerle sempre con il mio raggio telepatico di carta stagnola per convincerle ad ampliare la crew.

Com’è la scena in Italia? E nel mondo?

M: In italia la scena è agli albori, iniziano a formarsi le prime piccole crew (come MEZZEPIPPE) e i piccoli, ma alla fine grandi raduni di rampskaters in giro per l’italia.
Al momento è tutto un po’ sotto il cappello CHICKSINBOWLS che ci raccoglie e ci coccola tutte, ma è questione di poco che esploda in un vero e proprio movimento italiano.
Nel resto del mondo ci sono tanti piccoli stati satellite che vengono racchiusi a loro volta in due scuole di pensiero: la scuola CIB e la scuola MOXI, sicuramente all’estero la scena è molto molto ricca di spunti e personaggi già molto in vista, anche indipendenti rispetto alle due crew, come ad esempio @STIVLIVES

Cosa vorresti capitasse entro quest’anno?

M: Vorrei riuscire a chiudere i trick che mi sono prefissata di fare, ma soprattutto vorrei riuscire nell’ intento più grande di avere una rampa tutta mia.

Cosa vorresti capitasse entro i prossimi cinque anni?

M: Vorrei vorrei vorrei Skateare di nuovo con la crew MOXI, riabbracciare DITA aKa Mr_muertos e cercare di non farmi troppo male nel tentativo di stare al passo con loro al WOODWARDWEST.
Sarebbe poi fighissimo iniziare a lavorare sul backflip in una piscina di gommapiuma. Ecco si, credo che questo sogno sia talmente smisurato da risultare irreale, ma se non si sogna in grande con le proprie passioni, con cos’altro si può fare?

Di cosa non puoi fare assolutamente a meno?

M: OVOMALTINA

Saluta con una frase intelligente.

M: No one should hold us back.
Live fearless.
Don’t let anyone stop you.
Pace e prosperità

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Ramp skating: come fare a non farsi male

Ramp skating: come fare a non farsi male

Spero che questo post sia d’aiuto, sia per chi ha già iniziato a praticare questa attività, sia per chi ancora non ha iniziato perchè teme di farsi male.

Farsi male pattinando sulle rampe è semplicissimo. Se ci pensate qualsiasi cosa può andare storta: atterro mettendo male un piede, scivolo sul coping, sbatto la testa, cado appoggiando le mani e mi spacco un polso, bla bla bla. La lista è infinita.

Ho steso perciò una serie di punti fondamentali per evitare di farsi male. Nota bene: seguire queste indicazioni non vi impedirà di farvi male in generale, ma eviterà che vi facciate abbastanza male da non poter più salire su una rampa.

Nota bene 2: cadere è la prassi. Cadere e sbagliare fanno parte del processo, ma bisogna saper cadere con intelligenza. Tra i vari punti parleremo anche di questo.

Pronti, via.

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  1. Indossa le protezioni. Questo è un tema caldo e probabilmente lo sarà sempre. Alla domanda “Devo indossare le protezioni?” io rispondo sempre “Decidi tu, ma sarebbe meglio”, ed è la verità. Non ci sono obblighi di nessun genere, sia chiaro – a parte alcuni park in cui indossare il casco è davvero obbligatorio o non ti fanno entrare – ma il consiglio è sempre “Sì”. “Ok Irene, ma tu non le indossi”. Dipende. Ci sono volte in cui le indosso completamente (ginocchiere, polsiere, gomitiere, casco) e momenti in cui indosso solo le ginocchiere. Dipende: a) dall’altezza della rampa; b) dalla mia conoscenza di quella rampa (ci sono mai salita prima? è al mio livello? Com’è la transizione?); c) dalla mia forma fisica quel giorno (ho bevuto la sera prima? sto seguendo un buon regime alimentare? sono idratata a sufficienza? sono in forze oppure stanca?). Quando stavo iniziando e non avevo idea di come il mio corpo avrebbe reagito su una rampa avevo sempre tutto, da testa a piedi. Ogni volta che entro in una bowl nuova è lo stesso. Basta un solo momento per prendere un brutto colpo in testa, o sulle ginocchia ed è fatta per sempre.

 

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2. Piccoli passi, passi giusti. “Step by Step”, è questo il mantra che devi ripeterti ogni volta che vai in park. Se pensi che droppare sia una delle prime cose che devi saper fare per imparare, ti stai sbagliando di grosso. La primissima cosa che devi saper fare è pattinare, e fin qui nessun dubbio. Muoverti con agilità e sicurezza in flat ti assicurerà un apprendimento sicuro e rapido sulla pendenza. Viceversa sarebbe molto difficile, non trovi? Veniamo alle rampe. Parti dalle micro, se ne hai a disposizione. Le micro sono delle mini half pipe che più mini non si può. Alte una quarantina di centimetri, sono il terreno ideale su cui imparare i primi stall. Se proprio intendi droppare, assicurati di iniziare da rampe di quell’altezza. Se hai una mini a disposizione è fatta: sarà la tua alleata per imparare ad acquisire velocità e stabilità.

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3. Il tuo livello è il livello giusto. Non guardare ad altre/i skater sperando di stravolgere le tue skill nell’arco di mezza giornata. Può anche darsi che per un colpo di fortuna tu riesca a portare a casa dei grandi risultati, ma è ripetere svariate volte lo stesso trick nel tempo sbagliandolo sempre meno che sarai sicura/o di aver raggiunto l’obiettivo. Non paragonarti mai agli altri svalutando quello che hai imparato finora. Abbiamo tutti modi e tempi diversi per imparare ad eseguire i trick e nessuna/o skater avrà mai dentro di sè gli stessi trick di un’altra/o.

4. It’s a head thing. Ah, il cervello. Quante volte ti è capitato di saper fare qualcosa, tornare in park la settimana successiva e non riuscirci più? Prova a fermarti e pensare un attimo: il trick era stato chiuso? Avevi fatto una grossa caduta prima di riuscirci? Sudi freddo o ti tremano le mani? Sono tutti segnali che dovresti ascoltare. Mi è capitato di ripetere un trick per circa un mese di seguito, la scorsa estate. Ho lasciato passare l’inverno senza provarci più e quest’anno ho dovuto riprenderlo daccapo. Il mio corpo sapeva già come muoversi ma nella mia testa si aprivano gli scenari più drastici: scivolavo e cadevo sul sedere spaccandomi l’osso sacro, scivolavo sbattevo la testa e morivo. Insomma, un bel guaio. La mia testa non ne voleva più sapere. Tutto il resto – e anche trick nuovi e decisamente più rischiosi – era fattibile. Solo quel trick non lo era più. Come ho risolto? Ho lasciato perdere. Nel momento stesso in cui ho lasciato perdere e ho smesso di focalizzarmi su quella precisa sequenza, meno di una settimana dopo ce l’ho fatta. A volte basta rilassarsi e non mettersi troppe pressioni addosso.

5. Conosci il tuo corpo. Le tue ginocchia stanno bene? Le caviglie? La schiena? Ecco. Facciamo che finisco qui la frase e prima di andare in park ti fai un bel check?

6. Il riscaldamento esiste e devi farlo. Per scaldarti trova una mini e fai del pumping, vai cioè su e giù sulla rampa flettendo le ginocchia e mantenendo una posizione stabile. Ripeti finchè non ti senti abbastanza pronta/o per fare altro.

7. Bevi acqua, mangia uno snack. Sembrerà sciocco, ma stiamo pur sempre parlando di attività fisica. Bere acqua è importantissimo, non berne significa affrontare le conseguenze della disidratazione, tra cui perdita di concentrazione. Per i motivi di cui sopra, perdere la concentrazione mentre sei sulle rampe è assolutamente sconsigliabile. Allo stesso modo se pensi di fare una sessione di qualche ora, portati qualcosa da mangiare.

 

 

Dopo tutti questi punti-base, che eviteranno che tu cada in maniera scomposta e facendoti molto male, passiamo al punto più importante: saper cadere.

Sai già muoverti sulle rampe da qualche mese ma stai per cadere e non puoi proprio evitarlo. Può succedere e succederà sempre.

Ecco cosa puoi fare per cadere in sicurezza:

  1. Usa le ginocchiere. Se ne hai la possibilità – magari stai cadendo con le spalle alla rampa – usa le ginocchiere per scivolare dalla rampa. Assicurati di non sbattere le ginocchia con forza prima di farlo, ma lascia che la transizione ti accompagni verso il flat.
  2. Il c*lo va bene, ma solo se sai usarlo. Prendere una botta sul coccige è un’esperienza orrenda: per evitare di viverla dovresti imparare a cadere utilizzando il fianco. Il mio preferito è il sinistro, quindi solitamente i lividi mi vengono tutti da quella parte. Generalmente il fianco che userai è quello della metà più forte del tuo corpo, ma non è detto. Quando senti che stai per cadere cerca di spingerti verso un lato e inizia a piegare il ginocchio per accompagnarti. Evita di mettere la mano a terra, specie se col braccio teso.
  3. Ginocchia piegate SEMPRE. Senti che stai per cadere all’indietro? Piega le ginocchia e accucciati più veloce che puoi. Provalo sia in flat che sulla rampa. Questo esercizio è da provare cento, mille volte, soprattutto all’inizio. Eviterai di perdere l’equilibrio e non dovrai ricorrere alle manovre di cui sopra.

 

 

Ci sono innumerevoli variabili dettate dalla sfiga in cui i modelli di caduta qui sopra non sono applicabili. Ve ne racconto un paio giusto per dare volume e dettagli a questo argomento, che ritengo importantissimo.

Aneddoto uno: Sto pattinando all’indietro su una vert, non ho abbastanza velocità dunque cado in avanti. Per evitare di sbattere la faccia, accompagno il movimento con le mani, contraggo gli addominali e cado prima con la pancia e successivamente appoggiando il petto. Non mi sono fatta niente.

Aneddoto due: Sono in cima ad una mini. Mi distraggo per qualche motivo (grazie, cervello), inciampo con un toe stop sul coping, cado in avanti da un’altezza di circa un metro e mezzo. In quel momento avevo due opzioni: spaccarmi la faccia oppure atterrare sulle mani dando una forte spinta e rotolare subito sul fianco. Ho scelto la seconda e mi è andata bene, solo che mi sono fatta parecchio male alle mani – fortunatamente solo botte.

In conclusione: se usiamo la testa – e magari ci mettiamo anche un casco sopra – riduciamo il margine di possibilità di farci male. Spero che questo post vi abbia aiutate/i in un qualche modo. Se avete domande o dubbi mandatemi una mail oppure lasciatemi un commento.

Love,

Doom

Skatepark Review: Skatepark Lecce

 

In attesa del meetup di questo weekend, ho pensato di buttare giù due righe per descrivere il park che ci attende.

Ho visitato lo skatepark di Lecce per la prima volta a maggio dello scorso anno, quando sono andata a trovare la squadra di roller derby locale (le Stryx RD Salento) per un bootcamp intensivo. A fine allenamento la mia amica Claudia ha ben pensato di partire alla ricerca di rampe da cui buttarci, ed è così che siamo finite a skateare laggiù.

 

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Questo park non è eccessivamente grande ma la sua struttura permette di divertirsi quanto basta.  È adatto a diverse discipline: quando ci sono stata ho visto inliners, skaters e bmx. La convivenza mi è sembrata pacifica, perlomeno quel giorno.

Al tempo il park era ridotto maluccio: la mini aveva dei buchi e qua e là il legno stava venendo via. Non era il massimo e in generale era davvero un peccato vedere una struttura del genere abbandonata a se stessa!

 

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Foto di Benedetta Bassi

 

Fortunatamente i locals si sono dati da fare e il park è stato completamente ristrutturato. Non vedo l’ora di tornarci per vedere il lavoro che hanno fatto!

 

Ci vediamo al meetup!

 

 

Terminologia

Terminologia

 

Tante, tantissime volte mi capita di iniziare a parlare utilizzando termini in inglese che in italiano non hanno una traduzione plausibile.

Ad esempio: come posso tradurre in italiano “coping” se non con una perifrasi tipo: “tubo di metallo posto sul bordo di una rampa o bowl”? Bleah.

Ecco una serie di termini che potranno tornarvi utili se state iniziando a praticare il ramp skating. Ve ne metto alcuni, poi avremo tempo di approfondire in futuro elencando tutte le strutture che si possono trovare in park, i nomi dei trick e via dicendo.

 

Transition (a volte lo chiamo semplicemente “angolo”, ma potrebbe essere anche “transizione”): la curva di una rampa, ovvero la parte che non risulta piatta.

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Vert: quando una transizione o angolo raggiungono la totale verticalità.  Le vert ramp partono solitamente a due metri e mezzo / tre metri.

 

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Quarter: una rampa con una singola transizione.

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Halfpipe: praticamente due quarter attaccate fra loro.

 

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Mini ramp (o semplicemente “mini”): tra il metro e il metro e mezzo di altezza.

 

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Spine: quando due quarter si uniscono schiena contro schiena

 

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Bowl / pool: originariamente piscine svuotate della loro acqua, oggi strutture costruite ad hoc. Possono avere diverse dimensioni e forme.

 

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Altri termini che potrebbero tornarvi utili:

Drop in: in italiano riadattato come “droppare”. L’azione di scendere da una rampa o bowl in skate, pattini o altri mezzi. Esistono diversi tipi di drop in, ma li vedremo più avanti.

Stall: l’azione di arrivare con i pattini (o un pattino) sul coping. Esistono diversi tipi di stall ma li vedremo più avanti.

Air: tutte le tipologie di salto.

 

 

Per il momento questo è tutto, avremo modo di approfondire alcune cose più avanti! Se non hai trovato il termine che stavi cercando, scrivimi!

A presto,

Doom

 

Product Review: Moxi RollerSkates

Product Review: Moxi RollerSkates

 

Avrete sentito parlare in lungo e in largo dei pattini Moxi. In effetti per chi si avvicina al ramp skating incappare nelle gesta di EstroJen e del Moxi Team è abbastanza facile. Da ormai dieci anni il pattino Moxi è diventato non solo uno dei prodotti di riferimento nel mercato ma anche un vero e proprio stile di vita.

 

 

È semplice dunque lasciarsi ingannare dal design accattivante, dai colori accesi e dall’aspetto così “user friendly”, ma vale davvero la spesa?

Attualmente il prezzo di un paio di pattini Moxi si aggira attorno ai 300 / 350 euro – dipende da come li volete. Le variabili sono assolutamente da discutere perchè a mio avviso possono influire molto sulla performance.

Analizziamole insieme.

Innanzitutto dovete sapere che i Moxi sono dei pattini che hanno un aspetto molto simile a quello dei pattini da obbligatorio, con l’unica – importante – differenza che la vostra caviglia ha un’ottima mobilità. Sono morbidi, confortevoli e assicurano atterraggi in sicurezza.

 

 

Questo è forse il setup più costoso acquistabile simultaneamente: la piastra di metallo Powerdine Triton con innesto per tutti i tipi più comuni di freni, ruote Moxi outdoor 78A, bearings Kwik Abec 7.

 

 

Questo setup completo costa decisamente meno, ma ci sono delle ragioni plausibili. Lo stivaletto non è di velluto bensì di vinile – dunque vegan friendly. La piastra è di metallo ma vi sarà chiaro da un’analisi a colpo d’occhio che qualitativamente è inferiore alla Powerdine Triton (che già di per sè non è una gran piastra). L’innesto per il freno vi potrà regalare non pochi problemi se pensate di cambiarlo: questo freno non si avvita come tutti gli altri ma si aggancia con una vite al centro. Vi sfido a trovarli in giro: la maggior parte dei negozi non li tiene.

 

 

Ecco la Signora “Via di mezzo”. Lo stivaletto più costoso, una piastra di nylon – meno performante delle colleghe in metallo -, le ruote moxi outdoor 78A, bearings Kwik Abec 5 (da cambiare immediatamente se non volete essere superati anche dalle vecchiette).

 

Appurato questo, la domanda sorge spontanea: ma vale la pena comprare un setup completo?

La mia personalissima risposta è: dipende. Se non siete sicure/i di continuare a praticare il ramp skating ma siete inevitabilmente attratte/i dal design dei Moxi, la risposta è: sì. Se invece siete abbastanza sicure/i di voler continuare o avete già macinato parecchi chilometri sotto i piedi, allora vale la pena di tentare con un assemblato e acquistare dunque solo lo stivaletto.

In questo caso avere le idee chiare è molto importante: quando ho iniziato ad assemblare il mio setup sapevo già cosa volevo. Pattinavo da due anni, avevo fatto parecchi giretti in Europa e sul web, provato svariati prodotti, letto e ascoltato molte review. Avevo perfino già provato i Moxi in un negozio a Parigi. Insomma, sapevo a cosa stavo andando incontro.

 

 

Il mio setup personale attualmente comprende: stivaletto Moxi Poppy Red ( regalo di compleanno delle mie compagne di squadra! ❤ ), piastra SureGrip Avanti in alluminio, CiB Grind Trucks, CiB Universal Sliders, CiB Park Wheels, Bionic Abec 7 Bearings, Bionic Super Stopper.

Mi trovo davvero molto bene e francamente non lo cambierei per niente al mondo. Certo, è pesante, ma la stabilità è invidiabile e la sensazione di avere la caviglia al sicuro per me è fondamentale (soprattutto per via dei miei infortuni passati).

 

 

Sono molto curiosa riguardo il nuovo Jack Boot, il nuovo arrivato in casa Moxi. Ho avuto modo di toccarlo con mano durante il Moxi Axle Tour quando le ragazze sono passate a trovarci a Milano a febbraio e devo dire che sembra davvero interessante. Hanno aggiunto un’imbottitura extra, rivisto le cuciture e resa la parte posteriore dello stivaletto più solida, pur non compromettendo la mobilità. Non vedo l’ora di provarlo!

 

In Italia i pattini Moxi non si trovano nei normali negozi di sport o quelli specializzati per il pattinaggio artistico. Se per voi l’area di Milano non è troppo distante vi consiglierei di fare una capatina a Desio allo showroom di RollerFighters. Scrivendo alle ragazze e ordinando preventivamente la vostra taglia avrete la possibilità di provarli e avere assistenza per valutare la soluzione più adatta al vostro piede e alle vostre esigenze.

Per qualsiasi domanda non esitate a scrivermi!

 

Buon divertimento,

Doom

 

Evento: Salento Meetup! CiB Italy

Evento: Salento Meetup! CiB Italy

Il primo meetup per l’estate 2017 si terrà in Salento, precisamente a Lecce. Complice il SalenTrack – Caroli Hotels Roller Derby Cup abbiamo deciso di incontrarci per fare un po’ di sano ramp skating il giorno dopo il triangolare di roller derby, quindi domenica 28 maggio.
Tenete d’occhio l’evento facebook nei prossimi giorni per le varie conferme di orario – indicativamente comunque dalle 17:00 in poi.

Caschi e protezioni sono fortemente consigliate.

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Meetup ad Alzano Lombardo e Bergamo, 25 settembre 2016

Per Chicks in Bowls Italy cerco di organizzare meetup ogni volta che posso: incontrarsi per scambiarsi info è assolutamente fondamentale per imparare! Ogni volta che sono ad un meetup imparo qualcosa di nuovo, è proprio scientifico. : )

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Meetup a Nova Gorica (Slovenia), 7 agosto 2016

Ricordatevi che impariamo skills in maniera e con progressione differenti: proprio per questo motivo il meetup è un’occasione preziosissima! Il mio parco di trick non sarà mai identico a quello di un’altra/o skater quindi ci sarà sempre qualcosa che posso imparare dagli altri.

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Il primo meetup di Chicks in Bowls Italy, 21 dicembre 2015

L’atmosfera di un meetup è molto tranquilla e rilassata: trattandosi di un incontro informale sembra più una festa che un incontro di carattere sportivo. Di solito girano cibo, birrette e sticker delle varie crew. Si va avanti ad oltranza, finchè non si è stufi o la maggior parte di noi non ha un treno o un aereo da prendere per tornare a casa.

Spero di vedervi a Lecce!

Love,

Doom

Ramp Skating: come iniziare

Ramp Skating: come iniziare

 

Ho pensato che come primissimo articolo potevo rispondere alla domanda che mi viene posta più di frequente: ma come comincio a praticare il ramp skating?

Innanzitutto: per ramp skating intendo usare i pattini a rotelle (quad) su rampe. In skatepark.

 

In pratica intendo questo:

CulverSkate_terrycacciaNella foto: Bozocakes

 

Ci sono una serie di step da tener presente prima di iniziare:

1 – Partiamo dal presupposto che sapete pattinare e muovervi con sicurezza su dei pattini a rotelle. Diciamo che avete accumulato dai 6 mesi ad un anno pieno di esperienza: sapete accelerare, frenare in sicurezza, girarvi di 180 gradi, pattinare all’indietro (importantissimo), saltare piccoli ostacoli e via dicendo.

2 – Appurato questo, tutto ciò di cui avete bisogno è un buon set di protezioni. All’inizio indossare tutte le protezioni è fondamentale: ginocchiere, gomitiere, polsiere e casco devono necessariamente salire in rampa assieme a voi. Ancora non avete idea di come il vostro corpo potrà reagire ai cambiamenti di pendenza, dunque essere protetti è davvero consigliabile. Better safe than sorry!

3 – Siete pronte/i: vi serve uno skatepark. In Italia fortunatamente non siamo poverissimi di strutture. Qualcosa c’è. Alcune città invece ne sono totalmente sprovviste oppure hanno delle strutture fatiscenti. In altre zone non c’è speranza. Spero che abbiate un park abbastanza vicino a casa vostra, magari dotato di qualche micro, kick e magari una miniramp per iniziare.

4 – Skatepark etiquette. Ci sono una serie di regole non scritte che regolano il quieto vivere in park. Personalmente quando sono in park mi comporto da ospite, non da local, anche se il park si trova nella mia città. Scelgo un posto per tenere le mie cose che non intralci il tragitto di nessuno; se trovo spazzatura (non mia), sassi o altri oggetti che potrebbero intralciare le manovre di tutti me ne sbarazzo – anzi se posso mi porto anche una scopa per spazzare via sassolini e foglie; guardo sempre molto attentamente cosa stanno facendo gli altri: passare di fronte a qualcuno che sta per partire si chiama snaking e non è per niente piacevole: come vi sentireste se qualcuno vi passasse davanti proprio mentre avevate trovato il coraggio e la concentrazione necessari per lanciarvi verso una linea particolarmente complessa? Ecco. –  Ultimo aspetto ma non meno importante è: non prendetevi troppo tempo. Il park è di tutti e, soprattutto se siete alle prime armi, entrare in una bowl solo per fare pumping bloccando l’accesso a chi in bowl ci sa andare è un atteggiamento un po’ egoista. Ci sono orari con meno traffico che potete usare per imparare, con i vostri tempi e i vostri modi. Soluzione? Alzatevi presto la domenica mattina e andate in park!

5 – Non correte. Non abbiate fretta di imparare cose astronomiche se non sapete fare nemmeno uno stall. Avete tutto il tempo per imparare a fare verticali o backflip. Avanzate con calma e risolutezza, costruite delle basi tecniche solide e vedrete che la costanza e la pazienza ripagheranno.

 

Poi, successivamente:

 

6 – Formate la vostra crew. Pattinare da soli è rilassante, ma pattinare con altre persone è molto meglio. Personalmente quando vado a fare delle session da sola non imparo mai niente di nuovo: mi concentro su quello che so già fare e tento di farlo meglio, ma non è divertente. Quando sono con altre persone, invece, imparo sempre trick nuovi. Motivarsi a vicenda è fondamentale.

7 – Guardate quanto più materiale possibile! Sotto l’hashtag di #chicksinbowls su instagram entrerete in contatto con una marea di skaters da tutto il mondo. Guardate e cercate di replicare quello che fanno, poi più avanti sarete in grado di creare il vostro stile!

 

E in ultimo:

8 – Divertitevi! Sembrerà banale, ma mi piace ricordare – soprattutto a me stessa nelle mie giornate no – che questa attività ha come unico scopo divertirsi. Non ci sono gare, punti o premi, se non una gara con voi stesse/i per migliorarvi e fare sempre meglio.

 

Ora mettetevi i pattini e uscite là fuori!

Alla prossima,

Doom