Skatepark review: Cinetown

Skatepark review: Cinetown

Ieri mattina sono andata per la prima volta a Cinetown, lo skatepark in zona Cinecittà a Roma. Era da tanto che volevo vedere questo park, che ho scoperto grazie a questo documentario di Vice:

Le mie aspettative erano davvero molto alte, considerato l’ottimo girato dei ragazzi di Vice. Quando sono arrivata al park con le mie amiche, tuttavia, lo scenario era un po’ diverso.

Innanzitutto vedere tanta spazzatura in skatepark mi fa sempre un po’ male al cuore: la situazione era degradante ma fortunatamente i rifiuti erano ammassati nelle aree “verdi” tutto intorno, non dentro la bowl (come temevo e com’è successo nel park visitato il giorno prima).

Secondariamente me l’aspettavo molto più grande, non so perchè. Forse la telecamera ha fatto il suo.

 

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Comunque se dovessi dare un voto a questo park alla fin fine sarebbe un onestissimo 4 stelle su 5. Le strutture sono fatte benissimo, le transizioni sono eccezionali e il cemento è liscio. La bowl è davvero splendida, sia nella misura che nella sua veste attuale – i graffiti sono bellissimi e a quanto pare vengono cambiati periodicamente.

 

Qui si intravede (mannaggia a me che non ho fatto foto):

 

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Comunque un giretto me lo sono fatto, anche se solo per tre quarti d’ora – perchè abito in C°lonia e a mezzogiorno avevo il Flixbus per tornare a casa.

 

 

 

 

 

Il designer Steven Harrington e le sue sculture skateabili

Il designer Steven Harrington e le sue sculture skateabili

 

Steven Harrington è un designer di svariati talenti, principalmente conosciuto per essere il co-founder di National Forest.

Appena ho visto le foto del suo ultimo progetto mi sono entusiasmata moltissimo perchè unisce le mie due principali passioni: il design e skateare.

Anche quest’anno a Long Beach (California) si è tenuto il Dew Tour, un festival di arte e musica all’interno del quale si svolge un contest di skate. Quest’anno ad Harrington non è stata solo commissionata l’intera immagine coordinata del festival, ma anche la realizzazione di una scultura skateabile, basata sul suo stile pop e psichedelico.

 

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It’s a head thing

It’s a head thing

 

“Questione di testa”. Quante volte ce lo diciamo, ce lo ripetiamo e nonostante tutto non riusciamo a completare un movimento “per colpa della testa”?

A me capita spesso, non starò qui a dirvi di aver trovato la formuletta magica per risolvere qualsiasi problema riguardo l’apprendimento di un trick. Purtroppo per me (e per voi) un trick non si completa con uno schiocco di dita ma richiede tempo, pazienza, costanza e soprattutto sicurezza in se stesse/i.

Premessa: sono una persona molto distratta e lo sono sempre stata. Questo non mi aiuta per niente nè sul lavoro nè tantomeno nella vita di tutti i giorni. Sono il tipo di persona che continuerebbe a gridare per ore “Ma dove ho messo gli occhiali?” salvo accorgersi di averli appesi allo scollo della maglietta, o il tipo di persona che solo se aiutata e presa per mano riuscirebbe a ricordarsi di pagare le bollette o sistemare quelle carte dal commercialista salvo incorrere in mesi di mora.

Non lo faccio di certo apposta, ma non posso negare di essere davvero davvero un disastro in certi ambiti della mia vita.

Pattinare non è un’eccezione. Equilibrio? Mai avuto. Consapevolezza del proprio corpo nello spazio? Nemmeno. Insomma per praticare questa disciplina mi sono dovuta fare in quattro sul serio. Niente di quello che sto facendo in questo periodo della mia vita ha senso per il mio corpo. La precisione con cui atterro sul coping sarebbe stata solo un miraggio lontano se non mi fossi messa in testa di provare a controllare la velocità e la posizione dei piedi. In questo senso sono fiera dei miei piccoli risultati ma, come per tutte le persone, ci sono dei giorni in cui non c’è proprio niente da fare.

 

Ecco una serie di cause e relativi accorgimenti a cui ricorro quando sento che non ci sto con la testa.

 

1 – Probabilmente sto cercando di fare troppe cose insieme. A volte arrivo in park con una lista mentale di trick da sbloccare e ne esco a mani vuote. Chi troppo vuole nulla stringe: cerco di ridurre la mia lista ad un solo trick e mi metto in testa che “se non sarà oggi sarà la prossima volta”. Di solito funziona.

2 – Non è una buona giornata per pattinare da soli. Ok, può capitare anche questo. A volte stare in park da soli ad esercitarsi è un po’ noioso. Solitamente finisco per voler fare tutto subito, senza scaldarmi e senza fare pause tra una run e l’altra. Andare in park con qualcuno non solo è più divertente ma sinceramente mi permette sempre di confrontarmi con qualcuno rispetto a quello che sto facendo, chiedere pareri e risolvere trick.

3 – Ansia da prestazione. Se non riesco a concentrarmi probabilmente sono troppo presa da tutto quello che sta intorno alla rampa e non dalla rampa. In questi casi devo necessariamente attuare la mia “tattica paraocchi”, un metodo che utilizzo ogni volta che sono in volo (odio l’aereo). Consiste nel fare finta di non avere visione periferica. In pratica l’unica cosa che conta sono le mie ginocchia e uno spazio di 5cm tutto intorno al mio corpo, come una specie di bozzolo. Nel caso specifico della rampa basta fare finta di essere all’interno di uno spazio vuoto, solo la rampa ed io.

4 – Forse non ho mangiato / bevuto abbastanza. Anche questa sembrerà una banalità, ma spesso per via del fatto che “sto andando a divertirmi” dimentico completamente che pattinare sulle rampe è esercizio fisico – eccome se si fa fatica!

5 – Sto pensando a cattivi risultati in altri ambiti della mia vita. Potrei aver avuto una settimana dura a lavoro e potrebbe essere che il mio sentirmi inadeguata sul lavoro abbia la meglio sulla mia performance fisica. Quante volte non abbiamo chiuso la porta “problemi personali” prima di entrare in palestra con l’unico risultato di non riuscire a fare assolutamente niente? La cosa migliore è tenere separati i due ambiti. Come? Basta circondarsi di persone che ci supportano, indossare la nostra tshirt da battaglia, pulire i pattini, cambiare i cuscinetti, fare una serie di cose che ci fanno stare bene in preparazione all’arrivo in park. Andare in park dovrebbe essere motivo di relax: se non chiudiamo quella porta anche fare quello che ci piace diventerà frustrante con l’unica conseguenza di non farcelo più piacere. Ed è un peccato.

 

Vi siete ritrovate/i in questi scenari? Ci sono altre possibili cause che minano la vostra concentrazione? Parliamone!

Doom

 

 

 

 

 

Video review: “Trash Life” / Anti Clique Zine

Video review: “Trash Life” / Anti Clique Zine

Apriamo la settimana con una notizia bomba: le ragazze di Anti Clique Zine hanno fatto uscire il video “Trash Life”, quindi stamattina me lo sono guardato tutto d’un fiato sul bus mentre andavo in studio.

Skater presenti nel video:

DITA @MRS_MUERTOS
ACE @KID_ACE
BABY GIRL @BABYGIRLDEE
NICK @NICKTHEMEDIC
ESTRO @ESTROJEN

Musica di  DEEP CREEP
Filmato ed editato da LUCAS DAIPRA

 

Clicca qui per vedere gli altri video di Anti Clique.

Diario: com’è andata a Bergamo

Diario: com’è andata a Bergamo

 

Per chi di voi non ne fosse al corrente, lo scorso weekend ero “di turno” ad Alzano Lombardo e la vicina Bergamo per il Pota meetup di Chicks in Bowls Italy.

Ovviamente la nostra buona amica Chiddo ( Benedetta Bassi Photography ) ha già fatto uscire una marea di foto, ma ci tenevo a scrivere come sempre qualche parola su come ho vissuto anche questo meetup portato a termine.

 

 

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Davvero non ricordo cosa ci fosse di tanto esilarante in quella birra.

 

Innanzitutto vorrei fare una menzione ad honorem alle care Laura, Ransie e Birra il cane, senza le quali io dormirei sempre sotto i ponti a tutti questi eventi che ci spariamo uno dietro l’altro.

Detto ciò, parto dicendo che il mio BlaBlaCar partiva alle 15:00 di venerdì da Trieste e mi ha scaricato a Bergamo dopo quattro orette di viaggio belle e oneste. Una volta scesa dall’auto cercando di riallineare le mie chiappe ormai diventate una forma di Grana, sono salita sul primo treno diretto a Desio per raggiungere le mie host.

Abbiamo aspettato Seitan che si è unita a noi per qualche birrino ignorante e una pizza a mezzanotte. Agguantata Birra e i cartoni di pizza con gli avanzi, siamo andate a dormire sapendo che la sveglia avrebbe suonato alle sette e mezza per colpa di Matje, che arrivava col primissimo treno del mattino.

Le reunion fanno sempre impressione: sembra di non essersi mai salutate davvero. In un attimo sei subito a parlare di che trick vuoi chiudere e a mangiare brioches sedute sul marciapiede.

Ci dirigiamo verso Alzano Lombardo non sapendo bene quanta gente ci sarà: alle 10:00 di mattina la temperatura è già di 30 gradi. Attorno a mezzogiorno avrebbe raggiunto i 37 gradi.

Quando arriviamo al park siamo le prime. Iniziamo a cambiarci e prendere confidenza con la mini che, detto tra noi, è una bella bomba. L’intero park in realtà non mi dispiace, tranne per il fatto che si trova in piena battuta di sole. Gli alberi a bordo park sono utili giusto per appoggiare le borse e non far andare in tilt i telefoni per il caldo. L’acqua dopo neanche un’ora è già bollente – fortuna che c’è una fontanella.

 

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L’evento principale – per me – è stato rivedere Rachel, una ragazza che ho avuto il piacere di conoscere al meetup di Chicks in Bowls Yorkshire a Doncaster / Dull ad inizio 2016. Sta girando l’Europa a bordo di un camper con il suo ragazzo e hanno deciso di passare per Alzano Lombardo prima di andare in Austria.

Il secondo evento importante della giornata non posso scriverlo perchè ufficialmente sarebbe un segreto – anche se chi c’era sa di cosa sto parlando. Prossimamente su questi schermi, dai!

 

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Matje che fa cose pazzesche come se niente fosse

 

 

 

Il meetup prosegue tutto il giorno fino alle 17:00 circa, quando i primi skater iniziano a palesarsi e le ombre iniziano ad allungarsi. Giustamente abbiamo scelto l’orario peggiore, ma volevamo tutto il park per noi e la sera per fare baldoria.

 

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Dane stilosissima

 

 

Baldoria che alla fine non c’è propriamente stata: le/i sopravvissute/i hanno fatto gruppo e siamo andati a Desio a berci una cosa e mangiarne un’altra. Distrutte, ci siamo spalmate sul divano di Laura a guardare “Ritorno al futuro” – manco a dirlo io mi sono addormentata subito.

La mattina dopo la sveglia è stata leggermente più clemente. Solita tappa al supermercato per recuperare del cibo e poi via in auto verso Bergamo. Direzione bowl del Polaresco.

 

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Una foto di repertorio di un lecito confronto lividi post-sabato

 

La bowl del Polaresco è una bowl da girarsi almeno una volta nella vita se siete italiani. Non sto dicendo che sia la bowl più incredibile che io abbia mai skateato ma sicuramente ha delle linee interessanti.

I locals sono di una gentilezza inaudita. Lo ricordavo dallo scorso anno e lo riconfermo quest’anno: bravi ragazzi. Nessun tipo di discriminazione, anzi, totale coinvolgimento.

Mi sono fatta qualche run in doppio con Matje per poi dover mangiare un panino con la mortazza al volo e andare a prendere il Flixbus per tornare a Trieste. Sicuramente Matje, Seitan e le altre hanno racconti della giornata al Polaresco molto più interessanti del mio.

 

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Tutte le foto sulla pagina di Benedetta Bassi Photography, come sempre. Enjoy!

 

Doom

 

 

 

L’importanza di rivedersi in foto / video

L’importanza di rivedersi in foto / video

 

È ufficiale: la prima cosa che ho pensato spiando tra i vari profili instagram / facebook delle mie skater preferite è stato “Non avrò mai il coraggio di farmi riprendere / fotografare così tanto!”.

Chi mi conosce bene sa che di fronte ad un telefono / videocamera / macchina fotografica mi blocco e riesco a dare il peggio di me. Un po’ diverso quando mi trovo in rampa da sola per una run in solitaria e posiziono il telefono a bordo rampa per immortalare qualche trick e rivedermelo in un secondo momento.

Ma perchè è così importante la documentazione?

 

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foto di Benedetta Bassi

 

 

Partiamo da una premessa importante: grazie ad internet siamo tutte/i autodidatte/i. Ci sono un milione di risorse là fuori per poter trarre tutte le informazioni di cui necessitiamo e anche imparare dei trick non è un’impresa impossibile come è stato per i veteran negli anni ’70 – che si dovevano arrangiare con le riviste.

Molto spesso però ci accorgiamo che mente e corpo non vanno esattamente nella stessa direzione. Anche il movimento più scontato diventa difficile se non riusciamo ad avere un riscontro immediato da qualcuno di esterno/a alla situazione.

Se, come me, non avete sempre la fortuna di poter skateare con amiche/ci, il telefono diventa un alleato preziossisimo.

Quindi i motivi principali per cui dovreste davvero (davvero) farvi dei filmati mentre skateate sono:

1 – potersi rivedere, anche subito, per correggere un movimento

2 – autostima infinita

3 – condividere il tutto con persone che vanno in rampa e possono darvi qualche consiglio utile anche a distanza

 

 

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in foto: un invert di Nikita

 

 

 

Detto ciò, andate e riprendetevi (e mandatemi cose se vi va!)

 

Doom

Quad – Roller skate zine

Quad – Roller skate zine

Da appassionata di fanzine quale sono (soprattutto se disegnate e fotocopiate grezzamente) non potevo assolutamente privarmi della possibilità di recuperare tutti i numeri di “Quad – roller skate zine”.

Quando la scorsa settimana è arrivato il pacchetto dall’Argentina mi sono emozionata: all’apertura mi sono piovuti addosso una valanga di adesivi e non ho potuto fare a meno di indossare subito la tshirt che avevo ordinato col resto.

 

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Finora sono usciti quattro numeri della fanza e dentro c’è un po’ di tutto: storia del roller skating, la scena in SudAmerica, articoli sui veteran, consigli per l’attrezzatura, interviste e altro ancora.

Assolutamente consigliato l’acquisto!

Se averla in forma cartacea non vi interessa, la potete sfogliare online qui

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Tatuaggi

Tatuaggi

 

Dato che ieri mi sono fatta tatuare (niente di inerente al ramp skating) ho pensato di iniziare la settimana con una raccolta di tatuaggi ben riusciti ispirati a questo mondo.

Ecco cos’ho trovato.

 

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Il bellissimo tatuaggio su @pigeon del Moxi skate team

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@traysea47

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Quest’ultimo è una bomba!

E voi? Avete tatuaggi ispirati al rollerskating?

 

Love,

Doom