Interview: Marta “Polly Purgatory” Popowska

 

** English version below **

 

Rieccoci con un’altra intervista. Stavolta tocca a Marta Popowska (ex derby name: Polly Purgatory), membro fondatore di DogDays Magazine, rollerskater, ex derby girl nelle Stuttgart Valley Roller Derby. Un personaggio interessante e decisamente chiave per quanto riguarda lo sviluppo del ramp skating a livello europeo.

Vediamo cos’ha da dirci.

 

 

Marta_Mexico_©JonasVietense

 

 

 

Ciao Polly, puoi dirci chi sei e cosa fai?

Ciao! La maggior parte dei miei amici/amiche nella comunità skate mi conoscono con il nome “Polly Purgatory” (ex derby name = alter ego nel gioco del roller derby), ma dal momento che ho lasciato il roller derby mi piace essere chiamata con il mio nome di battesimo, Marta. Vivo a Stoccarda, in Germania, ma sono nata in Polonia. Sono giornalista di professione. Quando non lavoro pattino, viaggio e lavoro al mio nuovo magazine stampato, DogDays.

 

Come hai iniziato a pattinare?

Il mio background di pattinaggio è il roller derby. Nella primavera del 2006 ho co-fondato le Stuttgart Valley Rollergirls (recentemente rinominate “Stuttgart Valley Roller Derby”). Ho dovuto imparare a pattinare da zero ma è stato divertente e pazzo, soprattutto considerato che il roller derby dei primi anni aveva un’attitude molto punk rock e dovevamo tutte imparare a pattinare. Mi sono comunque divertita anche negli ultimi anni, eh, in cui il roller derby è diventato molto più tecnico e professionale e mi sono divertita anche a lavorare offskates (alla sua preparazione atletica – n.d.Doom).

 

Come hai scoperto la possibilità di poter pattinare in skatepark e cos’è successo dopo?

Beh, sapevo che c’era una scena negli anni 80 e 90 ma non ci ho mai pensato dato che il roller derby occupava la maggior parte del mio tempo libero. Quindi non è successo niente finché non sono incappata nel video di Michelle Steilen (Estro Jen) per Bones Bearings. Le sue skill pazzesche e l’assenza di paura erano davvero impressionanti e ho iniziato a pensare “Questo sembra divertente, potrei farlo (anche se ad un livello inferiore lol).” Quando ho visto che il movimento di Chicks in Bowls stava crescendo con tutte quelle donne che iniziavano a frequentare gli skatepark ci sono rimasta sotto. Questo succedeva nel 2015.

 

Il roller derby è sempre stato predominante nella tua vita di skater. Come sei riuscita a conciliare il derby con le rampe?

Non ti nascondo che è dura quando hai un lavoro a tempo pieno, un compagno eccetera. Sono stata attiva nella comunità del roller derby come skater, coach e volontaria per più di 11 anni. Sono sicura che c’è più di qualche ragazza che potrebbe dirti una cosa o due riguardo l’importanza di una buona gestione del proprio tempo (non ti sto dicendo che sono brava in questo eh, ahah). Comunque non sono mai stata così appassionata verso qualcosa come lo sono stata per il roller derby in tutta la mia vita. Quindi in una fase iniziale non sono andata in skatepark tantissimo, ogni tanto anche solo una volta o due al mese. Non c’era nessun’altra ragazza in città che andava a skateare in park quindi il roller derby veniva sempre prima, tuttavia nel 2017 ho deciso che quello sarebbe stato il mio ultimo anno. È stato anche l’anno in cui ho iniziato ad andare in skatepark più frequentemente.

 

Qual è il tuo grado di coinvolgimento nella community di Chicks in Bowls e come ne sei venuta a conoscenza?

Ho saputo che esisteva tramite i social. Quando ho visto più e più chapters venir fuori, anche a Berlino, ho deciso di contattare Lady Trample per iniziare un chapter di Chicks in Bowls a Stoccarda. Sto ancora cercando di attrarre gente che praticava roller derby verso le rampe ma sono tutt’ora molto occupate con il roller derby. Viaggio molto e vado ai vari meetup con il mio compagno ogni volta che il tempo ce lo permette. Ho fatto un viaggio con le chicks di Berlino a Barcellona lo scorso settembre e recentemente sono stata alla WorldCup di rollerderby a Manchester. È stato davvero di forte ispirazione vedere Estro, Trample, Bomba, Flammers e tantissime/i altre/i skater fantastiche/i da tutto il mondo.

 

Marta_Plaza_©JonasVietense

 

 

Quale pensi sia il miglioramento più grande che il ramp skating ha portato nella tua vita?

Se lo confronto con il roller derby, sport di squadra super organizzato con tutti i suoi doveri annessi, devo dire che il ramp skating mi dà una sensazione di pura libertà. Se ho voglia di skateare basta che faccio lo zaino e vado in park.

Combattere contro la tua testa per superare le paure è inoltre molto soddisfacente – sia che tu cada o chiuda il trick – anche se può essere frustrante a volte, ma è parte del gioco. Anche incontrare persone da tutto il mondo che fanno la tua stessa cosa è figo.

 

Potresti dire che il ramp skating ha contribuito allo sviluppo della tua personalità in qualche modo? Come?

Forse non mi ha cambiata, ma il fatto di spingersi oltre la propria zona di comfort è qualcosa che mi ha sicuramente insegnato. Questo atteggiamento sicuramente si trasferisce in altri ambiti della mia vita e nel modo in cui li affronto. Basta non pensare alla parte che fa paura ma piuttosto concentrarsi con l’adrenalina che sale quando lasci la tua zona di comfort.

 

Hai mai avuto l’impressione di essere giudicata – anche in skatepark – per quello che fai? Hai mai sofferto di pregiudizi altrui solo per il fatto di essere una donna in skatepark?

Le persone di merda e con una mentalità chiusa sono ovunque, ma devo dire che la maggior parte dei ragazzi (e dico ragazzi perché gli skatepark in Germania sono ancora posti dominati dal sesso maschile e molto spesso sono l’unica donna in park) sono rispettosi e interessati.

Sono incappata in situazioni – in città grandi – in cui ti fanno capire che dominano il posto e che non ti vogliono lì, ma non penso che abbia a che fare con il fatto che sono una donna.

Certo, all’inizio mi faceva sentire un po’ a disagio, ma adesso se succede mi dico solo “vai avanti”. Se voglio davvero skateare, rimango e skateo, non mi interessa quanti skateboarder ci sono in quel momento. Penso che sia importante saper dimostrare sicurezza, soprattutto se sei una donna. Se resto fedele a questo pensiero e mi impegno per migliorare le mie skill, la sicurezza in se stessi arriva di conseguenza.

Da un’ parte ci sono i bambini, che sono curiosi. Recentemente uno di loro mi ha chiesto “Che tipo di pattini in linea vintage sono quelli che indossi?”. Quel ragazzino non aveva mai visto dei pattini a rotelle. Ci siamo fatti una bella risata.

 

 

Jonas&Marta_IMG_6132_©JonasVietense

 

Passando ad altro, mi racconti qualcosa in più su “DogDays Magazine”? Sono in piena! Mi piacciono le pubblicazioni indipendenti. 

Volevo fare un magazine stampato da lungo tempo. Avevo idee in mente ma non avevo mai il tempo per farlo. Un anno fa il mio compagno, Jonas (che è uno skateboarder) ed io siamo andati in viaggio in Messico. Tenevamo un piccolo blog per amici e parenti. Dopo quell’esperienza ero davvero dell’idea di fare una rivista in tedesco e inglese. Così quando Jonas – che fa il grafico e fotografa – mi ha detto che gli sarebbe piaciuto essere coinvolto, ho detto “fanculo, facciamolo”. E in quel momento è nato DogDays. Ho solo dovuto aspettare di finire col roller derby e poi siamo partiti.

L’idea è di dare a questa scena che sta crescendo una piattaforma indipendente. Adoro il roller skating. E adoro il fatto di scrivere di viaggi e persone. Cioè, a chi non piacerebbe sapere tutto riguardo quello che fanno questi/e skater incredibili, come sono diventate/i così brave/i e cosa li/le spinge a farlo? Mi piace anche l’idea di dare alle/ai fotografe/i l’opportunità di pubblicare le proprie foto: è importante per me. Instagram è ok, ma a me piace la carta stampata e la sensazione è totalmente differente – vedere le proprie foto stampate su carta rispetto al web. E non è solo questione di avere skater famosi/e ritratti/e. Se sei appassionata/o di roller skating non devi essere un grande nome per finire nel magazine. Noi ci concentriamo su storie e interviste, non solo fotografia. Mentre il primo numero era molto internazionale, il secondo sarà molto incentrato sull’Europa. Ci stiamo già lavorando e abbiamo qualche viaggetto in programma dei quali non posso dirti niente, ma sono molto eccitata all’idea.

 

Ok, giungiamo alla fine e alla domanda più importante di tutte: cibo italiano preferito?

Amo il cibo italiano, specialmente piatti semplici come gli spaghetti alle volgole con bottarga. Mi piace molto il pecorino e sono una fan della Sardegna.

 

Allora ci salutiamo, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande!

Ciao, mille grazie per avermi avuta sul tuo adorabile blog. Spero di venire a skateare presto in Italia!

 

 

 

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Tutte le foto sono di Jonas Vietense

 


 

 

 

 

Hi Polly, can you tell us who you are? 

-Hi! Most of my friends in the skate community know me by my derby name Polly Purgatory. But since I quit roller derby I like to go by my given name Marta. I live in Stuttgart, Germany, but was born in Poland. I am a print journalist by profession. When I am not working I skate, travel and work on my new print magazine called DogDays.

 

How did you start rollerskating? 

-My roller skating background is roller derby. In spring 2006 I co-founded the Stuttgart Valley Rollergirls (recently re-named to Stuttgart Valley Roller Derby). I had to learn skating from scratch but it was a lot of fun and craziness as the beginnings of derby were less sporty and more punk rock and we all had to learn to skate. But I also really loved the past years where roller derby got more professional as I enjoy working out off skates as well.

 

How did you find out about rollerskating at the skatepark and what happened next?

-Well, I knew there has been an aggressive roller skate scene in the 80s and 90s but I never really thought about it as roller derby demanded all my free time. So it wasn’t until I stumbled upon the Bones Bearings video with Michelle Steilen (Estro Jen) whose mad skills and fearlessness were really impressive that I started to think: This looks fun, I could do this (though on a lower level… lol). But when I saw the Chicks in Bowls movement grow and with it all those women hitting the parks I got kind of hooked. This must have been end of 2015.

 

Roller derby is a huge part of your life (Stuttgart Valley Rollergirls). How has it been to manage both roller derby and ramp skating till now? 

-That is a tough one when you have a full time job, a partner, et cetera. I have been active in roller derby as a skater, coach and all the volunteering that comes along with it for more than eleven years. I am sure most roller derby skaters can tell you a thing or two about the importance of a good time management – not saying I am good at it…lol. But I have never been as passionate about something for such a continuous time in my life as I was about roller derby. So in the beginning I did not go ramp skating as much, sometimes only once or twice a month. There were no other girls in my city skating parks so derby came first. But I decided that 2017 would be my final derby year. It was also the year I started to hit the parks more often.

 

What’s your involvement in the Chicks in Bowls community and how did you get in touch with it? 

-First I learned about them through social media. When I saw more and more chapters popping up, also in Berlin, I decided to contact Lady Trample to start a CIB chapter in Stuttgart. I am still trying to get my ex-derby peeps hooked on ramps and they show up at the park from time to time but they are still very occupied with roller derby. I also go on skate trips with my partner and to CIB meet-ups as much as time allows it.  I went on a trip with the Berlin chicks to Barcelona last September and recently to the huge world cup meet-up in Manchester. It was inspiring to see Estro, Trample, Bomba, Flammers and all the other amazing skaters from around the world.

 

What’s the best improvement ramp skating brought to your life? 

– Compared to derby where you have this organized team sport with all its duties it gives me the feeling of pure freedom. If I feel like skating I pack my bag and hit the park. Fighting your mind and overcoming fears is also very rewarding – whether you fall or nail the trick – although it can be frustrating, but that’s part of the deal. Also meeting new people from around the world who share the same passion is great.

 

Can you say that ramp skating had an influence on the development of your personality? If yes, how? 

-It maybe didn’t change me but forcing myself to break out of my comfort zone is something I learned through skating. That surely has an influence on how I handle things in other spheres of life. Don’t just think of the scary part but enjoy the rush that comes with leaving your comfort zone.

 

Have you ever had the feeling of not being accepted in a certain situation related to ramp skating (i.e: at the skatepark), or have you ever felt judged at the skatepark (for your skills) just because you’re a woman? 

-Shitty and narrow minded people are everywhere. But I have to say that most guys – I say guys because skateparks in Germany are still male dominated places and quite often I am the only woman at the park – are respectful or interested. I had situations in big cities where they let you know that they don’t want to share their space. But I don’t think it has something to do that I am a woman. In the beginning that made me feel a bit uncomfortable. But nowadays I just like to say: get over it. If I really want to skate, I stay and I skate, no matter how many skateboarders there are. I think it’s important to stand your ground, especially as a woman. By sticking to this and with improving skills there comes confidence. Kids on the other hand are curious. Just recently I got asked what kind of “old fashion inline skates” I wear. This kid had never seen quads. We had a good laugh on that.

 

Tell us more about the “DogDays Magazine” project! I’m so stocked there’s going to be another ramp skating zine around! I love independent publications! 

-I wanted to do a print zine for a long time. I had previous ideas but never found the time to go for it. A year ago my partner Jonas (he is a skateboarder) and I went on a four week skate trip through Mexico. We had a tiny blog for our friends and family. Afterwards I really wanted to do a German/English magazine about skating. When Jonas, who is a graphic designer and photographer, said he’d like to be involved, I said “fuck it, let’s do this”. And DogDays Magazine was born. I just waited to finish my derby season.

The idea is to give this growing scene an independent platform. I love roller skating. And I love to write about traveling and people. I mean, who doesn’t want to know what all those amazing skaters do, how they got so good and what drives them? Also giving photographers the opportunity to publish their photos is important to me. I mean Instagram is great but I love print and it’s a totally different thing to see your photos on paper. And it’s not only about the famous protagonists. If you are passionate about roller skating you do not have to be a big name to get featured. We focus on stories and interviews, not just photos. While the first issue was very international, the second one will be very much Europe. We are already working on it and have some trips coming up which I can’t tell right now but I am really excited about.

 

So now the final, important, question: what’s your fav Italian dish?

-I love Italian food, especially the simple dishes like Spaghetti Vongole con Bottarga. I also love Pecorino, I am a Sardinia-fan.

 

Thanks for answering my questions, Marta!

Ciao, mille grazie for having me on your lovely blog. Can’t wait to skate in Italy some day soon!

 

 

 

 

All pictures by Jonas Vietense

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