Product Review: Chaya Kismet aka il pro model di Barbie Patin

Product Review: Chaya Kismet aka il pro model di Barbie Patin

Ecco una product review che aspettavo di fare da un bel po’: finalmente ho tra le mani i Chaya Kismet aka il pro-model di Barbie Patin, cazzutissima rollerskater argentina.

Li ho presi di seconda mano (tra l’altro, se non lo conoscete, su un gruppo facebook che si chiama 2nd Hand Roller Derby & skate Börse / flea market Deutschland + Europe) dunque queste foto prodotto saranno molto molto oneste e zero patinate. Spero che apprezzerete.

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Iniziamo col dire che questi pattini sono usciti a metà marzo 2019, quindi per la rapidità con cui si muove il mondo Chaya (e in generale il mondo rollerskate) si tratta di un modello che ha già subìto delle migliorie nelle versioni successive, o almeno così dichiara il brand.

Sta uscendo in questo periodo, infatti, la versione rosa del pattino Kismet, anche se non sembra ancora disponibile in Europa. Se dunque siete interessate/i ad acquistarlo, tenete d’occhio l’internet per sapere quando uscirà (voci di corridoio dicono seconda metà di maggio).
In realtà mettendo a confronto le due tabelle tecniche del Kismet color jeans (quello che recensirò in questo articolo) e quello color rosa non cambia granché, tranne il grado di ventilazione della scarpetta che passa da “medio” a “moderato”.

Tornando a noi, passiamo a spiegare un attimo per punti cos’abbiamo tra le mani.

Il pattino Chaya Kismet viene presentato sul mercato come un pattino all-in-one, cioè un setup adatto a più livelli di esperienza, che ha tutto quello che serve per iniziare a skateare in park, street, bowl e via dicendo.

È stato sviluppato da Chaya Skates, sub-brand di Powerslide, in collaborazione con la loro team rider di punta Barbie Patin, volto del brand sin dai suoi albori per quanto riguarda la parte quad aggressive.

 

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I colori sono quelli della sua Argentina: in foto non rendono molto bene ma sebbene io avessi parecchie riserve, devo dire che dal vivo non sono poi così scandalosi.
Il lato positivo se proprio non vi piacciono? Customizzarli è semplicissimo, bastano dei colori acrilici e un po’ di pazienza e potete farli diventare come volete.

La scarpetta è bassa, la caviglia è libera. Ma non confondiamo un boot sneaker con una ciabatta: rispetto ad un built diy con scarpa vans e suola in alluminio, questa sneaker è davvero molto comoda. Altro punto a favore: nella scatola troverete anche delle suolette in gomma per rialzare il vostro tallone, semmai doveste averne bisogno.

Altro punto comodità sicuramente gli anelli sul retro per infilare i pattini più velocemente.

 

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La piastra è una Chaya Shari: si tratta di una piastra in nylon e fibra di vetro, con truck a 20°, cushions da 92A e truck Chaya standard. Si tratta di una piastra leggera (come tutte le piastre in nylon del resto) ma un po’ più resistente dello standard.

I grind block sono gli stessi che troviamo sul setup Chaya Karma Park skates, il primo modello per lo skatepark progettato da Chaya.
Sicuramente rispetto ad altri slider (o grind blocks) questi hanno una caratteristica che per alcune persone si traduce in difetto: l’area d’appoggio è inferiore – circa 2 cm. Questo significa slidare (scivolare) con molta più facilità, ma gli stall ne risentiranno inevitabilmente.
Domanda: ci si può abituare? Ovviamente sì, ma bisogna imparare ad usare il tutto in maniera diversa, sfruttandone la forma particolare, sfruttando i lati (il grind block si estende anche sul lato esterno del piede, aprendo nuove possibilità).

 

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I freni sono dei Chaya Stopper, meno durevoli rispetto al modello Cherry Bomb (lo dico per esperienza) e in versione blu, ma non sono per nulla da buttare.

 

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Le ruote con cui arriva questo setup, le Octo Paseo, sono un tasto dolente: si tratta di ruote per i miei gusti troppo morbide (92A), da 59mm di diametro e 38mm di larghezza. La zigrinatura è apprezzabile, nulla da dire, ma non si tratta di un treno di ruote adatte per slidare con facilità: troppo morbide e pertanto si inchioderebbero. Anche i cuscinetti non sono il massimo: i cuscinetti Wicked sono sempre casa Powerslide ma non sono proprio famosi per la loro performance.

Consiglio generale: questo setup è molto adatto se dovete muovere i primi passi in skatepark, street, bowl e il vostro budget è limitato. Il costo è 200 euro per tutto il pacchetto e francamente è un buon affare.
È il setup ideale per chi ha già deciso che vuole continuare a pattinare ma ancora non è così esperta/o da poter mettere insieme i pezzi come si deve.

Il mio consiglio finale? Compratelo, usatelo, poi quando avete imparato basi generali e primi stall, cambiate le ruote e compratevi delle ruote dure. Ah e ovviamente cuscinetti nuovi!

Spero che questa recensione vi sia stata utile, se avete domande mandatemi pure un DM su instagram e, già che ci siete, seguitemi!

xx

Doom

How to start: i pattini per iniziare

How to start: i pattini per iniziare

Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2020

 

Prima di acquistare un paio di pattini, forse faresti meglio a leggere altri post di “how to start”:

  1. come iniziare
  2. come fare a non farsi male
  3. ma gli slider?
  4. protezioni sì, protezioni no
  5. It’s a head thing
  6. Skatepark Etiquette

 

 

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(nella foto: pattini Chaya)

 

 

Argomento scottante, questo! Spessissimo mi sento chiedere “sì ok, tutto molto bello, ma con che pattini posso iniziare? Cosa compro? Aiutami”.

Ebbene ecco un bel post riepilogativo che affronta l’argomento una volta per tutte.

Innanzitutto devo iniziare con una dichiarazione molto vera e che non piacerà ai rivenditori di pattini a rotelle:

SE SIETE ALLE PRIME ARMI QUALSIASI PATTINO VA BENE.

Argh, oddio, ma perchè? Ma veramente? Anche quelli di Soy Luna?

Ok, ci sono dei limiti a questa affermazione, vediamo quali sono.

 

1 – Uno standard minimo di qualità. Ma come fare a riconoscere la qualità di un pattino?

a) il prezzo. Aspettatevi di investire almeno 90 euro. Qualsiasi pattino sotto quel prezzo è difficilmente un pattino di qualità. Ecco alcuni esempi di pattini da evitare: 123

b) più complicate sembrano le componenti, meglio è. Vale lo stesso principio dello skate che trovate al negozio dei cinesi: se guardate i truck e vi sembrano tutto un unico pezzo di plastica vuol dire che c’è qualcosa che non va, giusto? Con i pattini è esattamente la stessa cosa. Ecco un modello che considero appena valido: link – ed ecco un modello che non va assolutamente bene: link. Riuscite a vedere le differenze?

 

2 – Freni con chiusura a bullone, non a vite centrale (o “a cono”).

In poche parole: questi sì

invece questi meglio di no

Perchè? Perchè i freni si usurano abbastanza in fretta, soprattutto se pattinate sul cemento. Vi assicuro che trovare freni a cono di ricambio è un bel casino. I primi sono decisamente più facili da trovare invece.

 

3 – Scarpetta bassa o tacco?

Quello che vi piace di più. Sul serio, non esiste una scienza esatta. È come chiedermi se mi piacciono di più gli anfibi o le ballerine, ognuna/o ha i suoi gusti (e a me comunque le ballerine fan cagare).

 

4 – Le marche contano?

Sì. Le marche che dovete prendere come riferimento hanno pattini entry level, pattini di livello intermedio e pattini più costosi; altre marche si fermano invece ad uno standard di qualità piuttosto basso. I brand che vi permettono di poter scegliere all’interno di un ampio spettro di possibilità sono: Riedell, Sure-Grip, Moxi (che comunque è sempre sotto Riedell), Chaya (un brand Powerslide). E basta.

5 – Ma dove li compro?

Se non avete deciso di seguire il mio consiglio dei 90 euro, anche il Decathlon va bene. In realtà i pattini del Decathlon sono appena decenti (gli Oxelo), solo che hanno il freno a cono e non mi sta molto simpatico.

I siti dove poter acquistare sono:

1 – Rollerfighters (italiano: vi risponderanno Lorenza e Laura. possono anche costruire pattini con le componenti che volete voi)

2 – Rollerderbyhouse (tedesco)

3 – Amazon (sì, qualcosa si trova)

4 – skates.co.uk (inglese, ogni tanto hanno delle promozioni interessanti)

 

6 – E se volessi qualcosa dal design interessante? Per me l’estetica è importante e i pattini low cost sono tutti brutti.

Come ti capisco. Per me è lo stesso (che ci vuoi fare, sono una designer, è ovvio che anche per me l’occhio vuole la sua parte).

Ecco alcuni esempi interessanti di pattini esteticamente piacevoli. Dal prezzo più basso a quello più alto:

 

Chaya Kismet

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Moxi Beach Bunnies

 

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Sure Grip Stardust

 

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Moxi Lolly

 

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Moxi Panther

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Rookie Artistic rollerskates

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Ecco, è tutto. Se avete domande, come sempre, potete commentare qui sotto oppure mandarmi un DM su instagram.

a presto!

Doom

 

Il mio setup attuale

Il mio setup attuale

 

Sempre più spesso mi arrivano domande riguardo al mio setup per il ramp skating. E ci credo! Il mio setup mi sta dando grosse soddisfazioni e non ne faccio mistero, specialmente su instagram.

Il setup mi è stato gentilmente costruito da Laura Casiraghi di Rollerfighters, il negozio ramp skating / roller derby e longboard che ha base a Desio (MB) e che da un anno e mezzo a questa parte mi sostiene in tutte le mie necessità tecniche.

 

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Passiamo subito a vedere di cosa si compone.

 

1. Scarpe Vans Sk8 Hi

Rollerfighters è rivenditore ufficiale Vans quindi l’occasione era troppo ghiotta per non sfruttarla. Ho da sempre guardato con desiderio ai setup street forniti da Chicks in Bowls ma il prezzo era troppo alto considerando le spedizioni dalla Nuova Zelanda. Finalmente sono riuscita ad accaparrarmi il setup che volevo con le scarpe che volevo.

Insomma, s’ha da provà, giusto?

 

2. Sure Grip Avenger Plate in magnesio

Questa piastra è leggera e dinamica e la consiglio vivamente. I truck sono montati a 45 gradi, cosa che la rende molto responsiva ai movimenti. I truck che arrivano in dotazione con la piastra sono i soliti DA45.

 

3. Suola per il rinforzo della scarpetta e aggancio della piastra

Laura è stata una maestra in questa operazione. Al posto della solita suola in alluminio (venduta anche da Chicks in Bowls), ha preferito usare un materiale più resistente e molto più leggero, che tuttavia non svelerò.

Il risultato è competitivo. La suola non dà alcun fastidio e non influisce in alcun modo sul peso totale del setup.

 

4. CiB Grind Trucks

Più larghi rispetto ai truck che solitamente arrivano in dotazione con le piastre per pattini quad. Permettono di grindare, ampliare il parco dei trick e assicurano maggiore stabilità in bowl durante il carving.

 

 

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5. CiB x Reckless Park Wheels 

Non mi sono mai risparmiata di dire che queste ruote siano le migliori che io abbia mai avuto. Certamente dovrei provare ad usare altro – ruote da skate, non destinate ai quad. Sto già addocchiando alcune Bones che stanno da parecchio nella mia lista desideri, per dirne una.

Ad ogni modo queste ruote hanno una durezza di 98A per un diametro di 58mm. Mentre su uno skateboard significherebbe usare ruote molto grandi, nel caso dei quad la ritengo una misura più che accettabile, soprattutto per skater di livello beginner e intermediate.

Sicuramente la combinazione di queste ruote con i grind truck è felice. Ho provato ad usarle anche su truck “normali” e ho subito notato un incremento della velocità.

La durezza non deve spaventare: sono un ottimo acquisto per chi ha già delle basi di ramp skating e vuole portare tutto al livello successivo.

 

6. Bionic Super Stoppers

Da sempre i miei preferiti. Mi piacciono i freni molto duri perchè utilizzandoli spessissimo su asfalto o terreni accidentati non posso permettermi di consumarne troppi all’anno. Al momento la mia media è di 2,5 paia all’anno. Se usassi freni più morbidi sarebbe almeno del doppio!

 

7. Cuscinetti Overmont ABEC 9

Diciamocelo: pattinando in skatepark outdoor nel 90% dei casi è ovvio che i cuscinetti si sporchino e si rovinino. Sono una persona che periodicamente li pulisce, ma molto di rado. Ci tengo alla manutenzione ma penso che destinare dei Bones Reds o altri cuscinetti di qualità superiore alla polvere e alle intemperie sia sbagliato.

Preferisco spendere di più su cuscinetti che so userò indoor (tipo per il roller derby).

Ecco il link per acquistarli su amazon.

 

Se avete domande sono a disposizione!

Doom

 

 

Product Review: Chaya “Karma” skates

Product Review: Chaya “Karma” skates

 

Rieccoci con una product review: era ora! Non c’è niente di più soddisfacente di avere la possibilità di riempire il blog con informazioni utili per chi sta iniziando ad avvicinarsi al mondo delle rampe per la primissima volta e spesso la domanda che mi viene rivolta più spesso è “che pattini prendo?”.

Partiamo da una doverosa premessa: spesso il pattino non fa la/il pattinatrice/tore. Spesso è tutta una questione di tecnica e bravura, ma non ci sono dubbi che i dovuti accorgimenti tecnici possano cambiare drasticamente la vostra performance.

Premessa numero due: poco dopo l’uscita del mio articolo / intervista a Katja di Chicks in Bowls Slovenia sui Chaya Lifestyle Noir i Karma skates di Chaya sono approdati sul mercato dopo una felice presentazione all’ISPO di quest’anno.

Se non conoscete il brand Chaya vi basti sapere che si tratta di un sub-brand di Powerslide che si occupa solo di quad skates per utilizzo roller derby, rampe o recreational.

Avvalendosi dell’aiuto di alcuni testimonial-chiave, negli ultimi due-tre anni Chaya si è affermata prepotentemente sul mercato e quest’anno ha svoltato parecchio proponendo un pattino destinato solo al ramp skating e con un prezzo decisamente competitivo.

Siccome non ho avuto modo di provarli ho chiesto aiuto alla mia amica inglese Sam Flame, admin di Chicks in Bowls Yorkshire.

 

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Ecco cos’ha da dire sui Chaya Karma:

 

ITA: Chaya Karma park skates. Una sola parola per voi: divertimento! Questi pattini vi arrivano in un setup completo con le ruote Octo Momentum. Le ruote sono dure e veloci con un profilo abbastanza sottile e un grip ottimo sia su cemento che su legno. Le piastre sono in nylon e danno flessibilità e supporto ma soprattutto rendono il setup decisamente leggero! Li ho provati e ho iniziato subito a chiudere trick. I grind block (o sliders) possono essere acquistati separatamente e anche se il setup potrebbe assumere un aspetto un po’ diverso rispetto a quello a cui siete abituati, sono decisamente una cosa da provare. Il boot è morbido ma supporta al meglio il vostro piede e che siate o no al vostro primo paio di pattini sicuramente ne rimarrete sorprese/i. Per riassumere: un pattino leggero e divertente ottimo su ogni tipo di superficie!

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ENG: Chaya Karma park skates. One word for you…FUN! These skates come as a complete set up with octo momentum wheels. The wheels are hard and fast with a slim profile and plenty of grip on both concrete and wood flooring. The plates are nylon and gives flex and support but this also makes the set up really light! I had them on and was flying into tricks in no time. The grind plates are an additional extra that can be fitted to any Chaya skate and although the look and set up might look different to what you know, they are really fun to play with. The soft looking boot is deceptive in that it’s actually very supportive and what ever skate you have or if this is your first pair of skates you might be surprised by this. Over all a very fun lightweight skate that is great on all surfaces!

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Un grazie speciale a Sam per tutte le info e soprattutto per le foto!

E voi, avete provato i Karma?

Fatemi sapere!

 

Doom

 

Link utili:

Pagina dei Karma Skates

Pagina FB di Sam Flame

Instagram di Sam Flame

 

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Il progetto Busking Bears

Il progetto Busking Bears

 

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Questo non è un articolo tipico considerati gli argomenti che di solito passano per questo blog, ma siccome si tratta di un mio progetto e ha un po’ a che fare con le rampe ho deciso di parlarne un po’ meglio.

 

Busking Bears nasce nel 2014 durante una Skype call con mio fratello Tommaso. Lo scenario di quella call era abbastanza divertente. Io mi trovavo a casa dei miei con un gesso al piede destro (maledetto pattinaggio sul ghiaccio) mentre Tommaso era in Bulgaria per uno stage formativo.

Durante quella fatidica chiamata ho espresso il mio desiderio di avviare un progetto con lui. Qualunque esso fosse, il mio intento era unire le abilità commerciali di Tommaso al fatto che io bene o male una matita la so tenere in mano.

Busking Bears è nato poco dopo. Naming, logo, key visual. Tutto deciso ben prima del lancio effettivo della primissima collezione, avvenuto nel maggio 2015.

 

 

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Il core di Busking Bears è sempre stata l’avventura, il viaggio. Indossare abiti qualitativamente validi e selezionati con cura e attenzione ai materiali e portare quel senso di wanderlust nella vita di tutti i giorni.

Il brand si è sviluppato naturalmente. Ci siamo sempre divertiti a trovare nuove soluzioni per promuoverci e farci conoscere. Il nostro obiettivo è sempre stato vendere per rendere il progetto auto-sostenibile, per continuare a permettermi di provare quel feeling stranissimo di incontrare persone che indossano i disegni che ho prodotto in casa sul tavolino del soggiorno o alla scrivania.

Lo scorso anno la nostra strada si è arricchita della possibilità di disegnare qualcosa ispirato al rollerskating e alle rampe. Il primissimo concetto che mi è passato per la testa è stato quello di “Good Vibes Only”, che è diventato maglia e successivamente zainetto di cotone.

 

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Data la risposta più che ottima ho prodotto un secondo design, “Wheels are a Girl’s Best Friends”, che è finito su tshirt loose bianche, grigie e nere.

 

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Insomma, tutto questo per dire che sono particolarmente felice di essere riuscita a riunire due grandi passioni (il disegno e skateare) in un’unica attività. Busking Bears conta tantissimi feedback positivi a tutti gli eventi ai quali mi reco – sia di roller derby che sport estremi di vario genere – grazie a chi acquista sempre con entusiasmo!

Se vi interessa approfondire quello che facciamo questo è il nostro facebook, instagram ed etsy.

 

Love,

Doom

 

 

 

Quad – Roller skate zine

Quad – Roller skate zine

Da appassionata di fanzine quale sono (soprattutto se disegnate e fotocopiate grezzamente) non potevo assolutamente privarmi della possibilità di recuperare tutti i numeri di “Quad – roller skate zine”.

Quando la scorsa settimana è arrivato il pacchetto dall’Argentina mi sono emozionata: all’apertura mi sono piovuti addosso una valanga di adesivi e non ho potuto fare a meno di indossare subito la tshirt che avevo ordinato col resto.

 

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Finora sono usciti quattro numeri della fanza e dentro c’è un po’ di tutto: storia del roller skating, la scena in SudAmerica, articoli sui veteran, consigli per l’attrezzatura, interviste e altro ancora.

Assolutamente consigliato l’acquisto!

Se averla in forma cartacea non vi interessa, la potete sfogliare online qui

Facebook

Instagram

 

 

 

 

 

Product Review: Chaya Lifestyle Noir

Product Review: Chaya Lifestyle Noir

 

Ho sentito parlare in lungo e in largo dei Chaya, prevalentemente perchè Barbie Patin – una skater che seguo da tempo – è sponsorizzata da questo brand.

Siccome non li ho mai provati, ho deciso di fare alcune domande alla mia amica e skater cazzutissima Katja (admin di Chicks in Bowls Slovenia). Trovate Katja su instagram come @chilibananas

 

Ciao Katja, partiamo dando subito un quadro della tua esperienza generale. Quando hai iniziato a pattinare e che pattini hai usato finora?

Ciao! 🙂 La mia passione per il pattinaggio è nata circa tre anni e mezzo fa quando mi sono unita alla squadra di roller derby di Ljubljana. Dopo un po’ ho scoperto il ramp skating (è stato al primo meetup di Chicks in Bowls Italy, il 21 dicembre 2015! Katja ha vinto un piccolo premio per la best attitude categoria beginner! N.d.a.), ho lasciato il team e iniziato a girare per gli skatepark per conto mio. Il primissimo brand di pattini che io abbia mai indossato è stato Riedell, gli R3. Con quei pattini ho imparato tutte le basi. Poi un giorno ho visto il tutorial di Sam Flame ( @flammers10 ) su come costruire i pattini con le scarpe Vans e sono andata fuori di testa: dovevo averli! Ci ho messo due giorni a costruirmeli, ma ne è valsa la pena. Il mio terzo paio di pattini sono i Chaya Lifestyle Noir.

 

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Da quanto tempo pattini con i Chaya? Che modello stai attualmente utilizzando?

Ho pattinato con i Chaya Lifestyle Noir per cinque mesi finora.

Hai provato altri pattini per le rampe? Se sì, quali?

Certo, ho iniziato con i Riedell R3, ho usato (e utilizzo tutt’ora) i miei pattini Vans, ho provato quelli da artistico.

Quali sono i pro e i contro dei Chaya che stai utilizzando?

Sicuramente il vantaggio che danno è un maggiore supporto alla caviglia perché lo stivaletto è rigido. Mi sento sicura e sento di avere un’ottimo equilibrio nell’atterraggio dai salti. Lo svantaggio più evidente è che si consumano in fretta.

Pensi che valgano il prezzo che hai pagato?

Sì dai, l’usura è normale, soprattutto se li usi spesso. Sono un po’ rovinati in punta e il tacco si sta iniziando a sollevare leggermente rispetto alla suola, ma sono inèzie. Vanno benissimo. Decisamente valgono la spesa, ma la piastra non é performante (infatti è in nylon – n.d.a.).

Se potessi compararli ad un altro brand di pattini, a quali diresti che assomigliano?

Come stile sembra assomiglino ai Moxi, ma non avendoli mai provati non ne sono troppo certa.

Dài a questi pattini un voto da 1 a 10

Direi 8/10.

 

Ecco dove potete leggere le specifiche tecniche di questi pattini. 

Product Review: Moxi RollerSkates

Product Review: Moxi RollerSkates

 

Avrete sentito parlare in lungo e in largo dei pattini Moxi. In effetti per chi si avvicina al ramp skating incappare nelle gesta di EstroJen e del Moxi Team è abbastanza facile. Da ormai dieci anni il pattino Moxi è diventato non solo uno dei prodotti di riferimento nel mercato ma anche un vero e proprio stile di vita.

 

 

È semplice dunque lasciarsi ingannare dal design accattivante, dai colori accesi e dall’aspetto così “user friendly”, ma vale davvero la spesa?

Attualmente il prezzo di un paio di pattini Moxi si aggira attorno ai 300 / 350 euro – dipende da come li volete. Le variabili sono assolutamente da discutere perchè a mio avviso possono influire molto sulla performance.

Analizziamole insieme.

Innanzitutto dovete sapere che i Moxi sono dei pattini che hanno un aspetto molto simile a quello dei pattini da obbligatorio, con l’unica – importante – differenza che la vostra caviglia ha un’ottima mobilità. Sono morbidi, confortevoli e assicurano atterraggi in sicurezza.

 

 

Questo è forse il setup più costoso acquistabile simultaneamente: la piastra di metallo Powerdine Triton con innesto per tutti i tipi più comuni di freni, ruote Moxi outdoor 78A, bearings Kwik Abec 7.

 

 

Questo setup completo costa decisamente meno, ma ci sono delle ragioni plausibili. Lo stivaletto non è di velluto bensì di vinile – dunque vegan friendly. La piastra è di metallo ma vi sarà chiaro da un’analisi a colpo d’occhio che qualitativamente è inferiore alla Powerdine Triton (che già di per sè non è una gran piastra). L’innesto per il freno vi potrà regalare non pochi problemi se pensate di cambiarlo: questo freno non si avvita come tutti gli altri ma si aggancia con una vite al centro. Vi sfido a trovarli in giro: la maggior parte dei negozi non li tiene.

 

 

Ecco la Signora “Via di mezzo”. Lo stivaletto più costoso, una piastra di nylon – meno performante delle colleghe in metallo -, le ruote moxi outdoor 78A, bearings Kwik Abec 5 (da cambiare immediatamente se non volete essere superati anche dalle vecchiette).

 

Appurato questo, la domanda sorge spontanea: ma vale la pena comprare un setup completo?

La mia personalissima risposta è: dipende. Se non siete sicure/i di continuare a praticare il ramp skating ma siete inevitabilmente attratte/i dal design dei Moxi, la risposta è: sì. Se invece siete abbastanza sicure/i di voler continuare o avete già macinato parecchi chilometri sotto i piedi, allora vale la pena di tentare con un assemblato e acquistare dunque solo lo stivaletto.

In questo caso avere le idee chiare è molto importante: quando ho iniziato ad assemblare il mio setup sapevo già cosa volevo. Pattinavo da due anni, avevo fatto parecchi giretti in Europa e sul web, provato svariati prodotti, letto e ascoltato molte review. Avevo perfino già provato i Moxi in un negozio a Parigi. Insomma, sapevo a cosa stavo andando incontro.

 

 

Il mio setup personale attualmente comprende: stivaletto Moxi Poppy Red ( regalo di compleanno delle mie compagne di squadra! ❤ ), piastra SureGrip Avanti in alluminio, CiB Grind Trucks, CiB Universal Sliders, CiB Park Wheels, Bionic Abec 7 Bearings, Bionic Super Stopper.

Mi trovo davvero molto bene e francamente non lo cambierei per niente al mondo. Certo, è pesante, ma la stabilità è invidiabile e la sensazione di avere la caviglia al sicuro per me è fondamentale (soprattutto per via dei miei infortuni passati).

 

 

Sono molto curiosa riguardo il nuovo Jack Boot, il nuovo arrivato in casa Moxi. Ho avuto modo di toccarlo con mano durante il Moxi Axle Tour quando le ragazze sono passate a trovarci a Milano a febbraio e devo dire che sembra davvero interessante. Hanno aggiunto un’imbottitura extra, rivisto le cuciture e resa la parte posteriore dello stivaletto più solida, pur non compromettendo la mobilità. Non vedo l’ora di provarlo!

 

In Italia i pattini Moxi non si trovano nei normali negozi di sport o quelli specializzati per il pattinaggio artistico. Se per voi l’area di Milano non è troppo distante vi consiglierei di fare una capatina a Desio allo showroom di RollerFighters. Scrivendo alle ragazze e ordinando preventivamente la vostra taglia avrete la possibilità di provarli e avere assistenza per valutare la soluzione più adatta al vostro piede e alle vostre esigenze.

Per qualsiasi domanda non esitate a scrivermi!

 

Buon divertimento,

Doom