Product Review: Chaya Kismet aka il pro model di Barbie Patin

Product Review: Chaya Kismet aka il pro model di Barbie Patin

Ecco una product review che aspettavo di fare da un bel po’: finalmente ho tra le mani i Chaya Kismet aka il pro-model di Barbie Patin, cazzutissima rollerskater argentina.

Li ho presi di seconda mano (tra l’altro, se non lo conoscete, su un gruppo facebook che si chiama 2nd Hand Roller Derby & skate Börse / flea market Deutschland + Europe) dunque queste foto prodotto saranno molto molto oneste e zero patinate. Spero che apprezzerete.

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Iniziamo col dire che questi pattini sono usciti a metà marzo 2019, quindi per la rapidità con cui si muove il mondo Chaya (e in generale il mondo rollerskate) si tratta di un modello che ha già subìto delle migliorie nelle versioni successive, o almeno così dichiara il brand.

Sta uscendo in questo periodo, infatti, la versione rosa del pattino Kismet, anche se non sembra ancora disponibile in Europa. Se dunque siete interessate/i ad acquistarlo, tenete d’occhio l’internet per sapere quando uscirà (voci di corridoio dicono seconda metà di maggio).
In realtà mettendo a confronto le due tabelle tecniche del Kismet color jeans (quello che recensirò in questo articolo) e quello color rosa non cambia granché, tranne il grado di ventilazione della scarpetta che passa da “medio” a “moderato”.

Tornando a noi, passiamo a spiegare un attimo per punti cos’abbiamo tra le mani.

Il pattino Chaya Kismet viene presentato sul mercato come un pattino all-in-one, cioè un setup adatto a più livelli di esperienza, che ha tutto quello che serve per iniziare a skateare in park, street, bowl e via dicendo.

È stato sviluppato da Chaya Skates, sub-brand di Powerslide, in collaborazione con la loro team rider di punta Barbie Patin, volto del brand sin dai suoi albori per quanto riguarda la parte quad aggressive.

 

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I colori sono quelli della sua Argentina: in foto non rendono molto bene ma sebbene io avessi parecchie riserve, devo dire che dal vivo non sono poi così scandalosi.
Il lato positivo se proprio non vi piacciono? Customizzarli è semplicissimo, bastano dei colori acrilici e un po’ di pazienza e potete farli diventare come volete.

La scarpetta è bassa, la caviglia è libera. Ma non confondiamo un boot sneaker con una ciabatta: rispetto ad un built diy con scarpa vans e suola in alluminio, questa sneaker è davvero molto comoda. Altro punto a favore: nella scatola troverete anche delle suolette in gomma per rialzare il vostro tallone, semmai doveste averne bisogno.

Altro punto comodità sicuramente gli anelli sul retro per infilare i pattini più velocemente.

 

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La piastra è una Chaya Shari: si tratta di una piastra in nylon e fibra di vetro, con truck a 20°, cushions da 92A e truck Chaya standard. Si tratta di una piastra leggera (come tutte le piastre in nylon del resto) ma un po’ più resistente dello standard.

I grind block sono gli stessi che troviamo sul setup Chaya Karma Park skates, il primo modello per lo skatepark progettato da Chaya.
Sicuramente rispetto ad altri slider (o grind blocks) questi hanno una caratteristica che per alcune persone si traduce in difetto: l’area d’appoggio è inferiore – circa 2 cm. Questo significa slidare (scivolare) con molta più facilità, ma gli stall ne risentiranno inevitabilmente.
Domanda: ci si può abituare? Ovviamente sì, ma bisogna imparare ad usare il tutto in maniera diversa, sfruttandone la forma particolare, sfruttando i lati (il grind block si estende anche sul lato esterno del piede, aprendo nuove possibilità).

 

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I freni sono dei Chaya Stopper, meno durevoli rispetto al modello Cherry Bomb (lo dico per esperienza) e in versione blu, ma non sono per nulla da buttare.

 

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Le ruote con cui arriva questo setup, le Octo Paseo, sono un tasto dolente: si tratta di ruote per i miei gusti troppo morbide (92A), da 59mm di diametro e 38mm di larghezza. La zigrinatura è apprezzabile, nulla da dire, ma non si tratta di un treno di ruote adatte per slidare con facilità: troppo morbide e pertanto si inchioderebbero. Anche i cuscinetti non sono il massimo: i cuscinetti Wicked sono sempre casa Powerslide ma non sono proprio famosi per la loro performance.

Consiglio generale: questo setup è molto adatto se dovete muovere i primi passi in skatepark, street, bowl e il vostro budget è limitato. Il costo è 200 euro per tutto il pacchetto e francamente è un buon affare.
È il setup ideale per chi ha già deciso che vuole continuare a pattinare ma ancora non è così esperta/o da poter mettere insieme i pezzi come si deve.

Il mio consiglio finale? Compratelo, usatelo, poi quando avete imparato basi generali e primi stall, cambiate le ruote e compratevi delle ruote dure. Ah e ovviamente cuscinetti nuovi!

Spero che questa recensione vi sia stata utile, se avete domande mandatemi pure un DM su instagram e, già che ci siete, seguitemi!

xx

Doom

Live streaming: Trick Talk | 8 aprile 2020

Live streaming: Trick Talk | 8 aprile 2020

Mercoledì 8 aprile alle 18:30 vi aspetto su Instagram per una live streaming a tema trick, terminologia e tanto altro.

Se quando sentite “fakie” pensate che si parli di fake news e quando vi chiedono la differenza tra slide e grind non sapete da che parte girarvi, questo episodio è per voi. ✨

Aggiungimi su instagram e tienimi pront* con birretta, vino o the caldo. Facciamo aperitivo.

Later skaters!

Doom

A.A.A. Censimento rollerskater italiane/i!

A.A.A. Censimento rollerskater italiane/i!

 

Se fai parte del gruppo Rollerskating Italy su facebook avrai sicuramente visto che ho chiesto a tutte e tutti i rollerskater italiane/i di compilare un censimento.

Questo perchè, organizzando eventi e workshop in giro per l’Italia (non lo sai? quest’estate sarò in tour con il mio brand, Busking Bears!) mi farebbe piacere avere una visione demografica più esatta e accurata possibile di quante persone siamo e soprattutto quali sono i nostri interessi!

Ecco il link per compilare il censimento

 

Ovviamente i vostri dati non verranno mai concessi o venduti a terze parti, non verranno utilizzati a scopi commerciali ma solamente a scopo informativo, proprio in virtù di tutte le attività che organizzerò nei prossimi mesi.
Se conosci altre/altri quad skater e sai che non hanno compilato il censimento, condividilo con loro!

Grazie!

Doom

I video del mese #3

I video del mese #3

Rieccomi con la rubrica dei video del mese. È passato un po’ di tempo!

Il primissimo video che mi sento di consigliarvi è un video di Planet Rollerskate che a mio avviso ogni ragazza dovrebbe guardare. ❤

 

 

Il prossimo video non è altro che uno dei tantissimi video street di Barbie Patin aka Barbara Luciana, pro skater di Chaya, con i quali ha da poco lanciato il suo primo pattino pro model.

 

Il prossimo video è meno nuovo ma secondo me andrebbe visto e rivisto. Un bellissimo intervento di Nina Moran della crew Skate Kitchen.

 

Non conoscete le Skate Witches? Male, anzi, malissimo. Provvedete subito:

 

Hot Wheels of Summer

Hot Wheels of Summer

 

Questo blog ha fatto un po’ la muffa, vero? Bene! Vuol dire che sono tutti i giorno fuori a skateare, giusto? Ed è esattamente così.

Quest’anno siamo stati premiati con un’estate anticipata e francamente dopo un inverno di noia, bora e pioggia non potevo sperare di meglio. Trieste in estate è qualcosa di meraviglioso. Fa caldo, è vero. C’è umidità, è vero. Tuttavia il borino non smette mai di soffiare quindi bene o male sono rare le giornate in cui il sudore ti entra negli occhi impedendoti di vedere dove stai andando (storia vera).

Insomma, rimanendo in tema estate volevo parlarvi brevemente di “Hot Wheels of Summer”, evento organizzato dalle ragazze di Rollerfighters.

 

 

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Le due mega guest di questo evento sono una faccia nota e una first timer sul suolo italiano.

Partiamo dalla faccia nota, perché non ha bisogno di presentazioni. Sto parlando di Bomba Hache ovviamente (che il mio computer ha sostituito 3 volte in “Cache” prima di beccarmelo giusto).

Atleta, componente della CiB crew, admin di Chicks in Bowls Spain, sponsorizzatissima da Antik e S1pads e S1helmets, local fissa al Northside skatepark di A Coruña.

Lo scorso anno l’abbiamo avuta come ospite verso fine agosto ed è stata spaziale come promesso. Bomba sembra un po’ la compagna di banco delle superiori con cui ci facciamo ancora un aperitivo ogni tanto: ogni volta che la incontri sembra che vi siate salutate il giorno prima. Bomba ha il potere di metterti a tuo agio subito, oltre che spiegare molto bene e avere delle skill veramente notevoli!

 

 

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Stacey è una new entry sul suolo italiano. Viene direttamente dal Sottosopra (l’Australia) ed è non solo una pattinatrice bravissima, ma anche un’imprenditrice. Stacey ha ben due aziende ed entrambe riguardano il rollerskating: RollerGirl Promotions – con la quale organizza performance e spettacoli – e RollerFit, una formula di fitness su otto rotelle dedicato a persone di tutte le età.

Stacey nel tempo libero sale anche sulle rampe. È membro del Moxi Skate Team e da pochissimo ha iniziato il RollerCast, un podcast tutto incentrato sul rollerskating che potete trovare (free!) su iTunes.

 

 

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“Hot Wheels of Summer” si terrà sabato 30 giugno all’ITK sport, all’interno dell’Istituto “Padre di Francia”, in via della Taccona 16 a Monza.

Ecco la timetable e i prezzi dei singoli workshop:
13.45 – 15.15 Roller Fit with Stacey Short > 45€
15. 30 – 17.00 Roller Disco with Stacey Short > 45€
17.30 – 20.30 Ramp Skating with Bomba Hache > 45€ (occhio, per questo workshop ci si sposta alla Plaza di Seregno )
21.30—- Afterparty ( dinner+dance and fun ) > 20€

 

Se volete partecipare all’evento ecco il link a facebook

ed ecco invece il link dove potete acquistare i biglietti.

 

Ci vediamo là!

Doom

Interview: Marta “Polly Purgatory” Popowska

Interview: Marta “Polly Purgatory” Popowska

 

** English version below **

 

Rieccoci con un’altra intervista. Stavolta tocca a Marta Popowska (ex derby name: Polly Purgatory), membro fondatore di DogDays Magazine, rollerskater, ex derby girl nelle Stuttgart Valley Roller Derby. Un personaggio interessante e decisamente chiave per quanto riguarda lo sviluppo del ramp skating a livello europeo.

Vediamo cos’ha da dirci.

 

 

Marta_Mexico_©JonasVietense

 

 

 

Ciao Polly, puoi dirci chi sei e cosa fai?

Ciao! La maggior parte dei miei amici/amiche nella comunità skate mi conoscono con il nome “Polly Purgatory” (ex derby name = alter ego nel gioco del roller derby), ma dal momento che ho lasciato il roller derby mi piace essere chiamata con il mio nome di battesimo, Marta. Vivo a Stoccarda, in Germania, ma sono nata in Polonia. Sono giornalista di professione. Quando non lavoro pattino, viaggio e lavoro al mio nuovo magazine stampato, DogDays.

 

Come hai iniziato a pattinare?

Il mio background di pattinaggio è il roller derby. Nella primavera del 2006 ho co-fondato le Stuttgart Valley Rollergirls (recentemente rinominate “Stuttgart Valley Roller Derby”). Ho dovuto imparare a pattinare da zero ma è stato divertente e pazzo, soprattutto considerato che il roller derby dei primi anni aveva un’attitude molto punk rock e dovevamo tutte imparare a pattinare. Mi sono comunque divertita anche negli ultimi anni, eh, in cui il roller derby è diventato molto più tecnico e professionale e mi sono divertita anche a lavorare offskates (alla sua preparazione atletica – n.d.Doom).

 

Come hai scoperto la possibilità di poter pattinare in skatepark e cos’è successo dopo?

Beh, sapevo che c’era una scena negli anni 80 e 90 ma non ci ho mai pensato dato che il roller derby occupava la maggior parte del mio tempo libero. Quindi non è successo niente finché non sono incappata nel video di Michelle Steilen (Estro Jen) per Bones Bearings. Le sue skill pazzesche e l’assenza di paura erano davvero impressionanti e ho iniziato a pensare “Questo sembra divertente, potrei farlo (anche se ad un livello inferiore lol).” Quando ho visto che il movimento di Chicks in Bowls stava crescendo con tutte quelle donne che iniziavano a frequentare gli skatepark ci sono rimasta sotto. Questo succedeva nel 2015.

 

Il roller derby è sempre stato predominante nella tua vita di skater. Come sei riuscita a conciliare il derby con le rampe?

Non ti nascondo che è dura quando hai un lavoro a tempo pieno, un compagno eccetera. Sono stata attiva nella comunità del roller derby come skater, coach e volontaria per più di 11 anni. Sono sicura che c’è più di qualche ragazza che potrebbe dirti una cosa o due riguardo l’importanza di una buona gestione del proprio tempo (non ti sto dicendo che sono brava in questo eh, ahah). Comunque non sono mai stata così appassionata verso qualcosa come lo sono stata per il roller derby in tutta la mia vita. Quindi in una fase iniziale non sono andata in skatepark tantissimo, ogni tanto anche solo una volta o due al mese. Non c’era nessun’altra ragazza in città che andava a skateare in park quindi il roller derby veniva sempre prima, tuttavia nel 2017 ho deciso che quello sarebbe stato il mio ultimo anno. È stato anche l’anno in cui ho iniziato ad andare in skatepark più frequentemente.

 

Qual è il tuo grado di coinvolgimento nella community di Chicks in Bowls e come ne sei venuta a conoscenza?

Ho saputo che esisteva tramite i social. Quando ho visto più e più chapters venir fuori, anche a Berlino, ho deciso di contattare Lady Trample per iniziare un chapter di Chicks in Bowls a Stoccarda. Sto ancora cercando di attrarre gente che praticava roller derby verso le rampe ma sono tutt’ora molto occupate con il roller derby. Viaggio molto e vado ai vari meetup con il mio compagno ogni volta che il tempo ce lo permette. Ho fatto un viaggio con le chicks di Berlino a Barcellona lo scorso settembre e recentemente sono stata alla WorldCup di rollerderby a Manchester. È stato davvero di forte ispirazione vedere Estro, Trample, Bomba, Flammers e tantissime/i altre/i skater fantastiche/i da tutto il mondo.

 

Marta_Plaza_©JonasVietense

 

 

Quale pensi sia il miglioramento più grande che il ramp skating ha portato nella tua vita?

Se lo confronto con il roller derby, sport di squadra super organizzato con tutti i suoi doveri annessi, devo dire che il ramp skating mi dà una sensazione di pura libertà. Se ho voglia di skateare basta che faccio lo zaino e vado in park.

Combattere contro la tua testa per superare le paure è inoltre molto soddisfacente – sia che tu cada o chiuda il trick – anche se può essere frustrante a volte, ma è parte del gioco. Anche incontrare persone da tutto il mondo che fanno la tua stessa cosa è figo.

 

Potresti dire che il ramp skating ha contribuito allo sviluppo della tua personalità in qualche modo? Come?

Forse non mi ha cambiata, ma il fatto di spingersi oltre la propria zona di comfort è qualcosa che mi ha sicuramente insegnato. Questo atteggiamento sicuramente si trasferisce in altri ambiti della mia vita e nel modo in cui li affronto. Basta non pensare alla parte che fa paura ma piuttosto concentrarsi con l’adrenalina che sale quando lasci la tua zona di comfort.

 

Hai mai avuto l’impressione di essere giudicata – anche in skatepark – per quello che fai? Hai mai sofferto di pregiudizi altrui solo per il fatto di essere una donna in skatepark?

Le persone di merda e con una mentalità chiusa sono ovunque, ma devo dire che la maggior parte dei ragazzi (e dico ragazzi perché gli skatepark in Germania sono ancora posti dominati dal sesso maschile e molto spesso sono l’unica donna in park) sono rispettosi e interessati.

Sono incappata in situazioni – in città grandi – in cui ti fanno capire che dominano il posto e che non ti vogliono lì, ma non penso che abbia a che fare con il fatto che sono una donna.

Certo, all’inizio mi faceva sentire un po’ a disagio, ma adesso se succede mi dico solo “vai avanti”. Se voglio davvero skateare, rimango e skateo, non mi interessa quanti skateboarder ci sono in quel momento. Penso che sia importante saper dimostrare sicurezza, soprattutto se sei una donna. Se resto fedele a questo pensiero e mi impegno per migliorare le mie skill, la sicurezza in se stessi arriva di conseguenza.

Da un’ parte ci sono i bambini, che sono curiosi. Recentemente uno di loro mi ha chiesto “Che tipo di pattini in linea vintage sono quelli che indossi?”. Quel ragazzino non aveva mai visto dei pattini a rotelle. Ci siamo fatti una bella risata.

 

 

Jonas&Marta_IMG_6132_©JonasVietense

 

Passando ad altro, mi racconti qualcosa in più su “DogDays Magazine”? Sono in piena! Mi piacciono le pubblicazioni indipendenti. 

Volevo fare un magazine stampato da lungo tempo. Avevo idee in mente ma non avevo mai il tempo per farlo. Un anno fa il mio compagno, Jonas (che è uno skateboarder) ed io siamo andati in viaggio in Messico. Tenevamo un piccolo blog per amici e parenti. Dopo quell’esperienza ero davvero dell’idea di fare una rivista in tedesco e inglese. Così quando Jonas – che fa il grafico e fotografa – mi ha detto che gli sarebbe piaciuto essere coinvolto, ho detto “fanculo, facciamolo”. E in quel momento è nato DogDays. Ho solo dovuto aspettare di finire col roller derby e poi siamo partiti.

L’idea è di dare a questa scena che sta crescendo una piattaforma indipendente. Adoro il roller skating. E adoro il fatto di scrivere di viaggi e persone. Cioè, a chi non piacerebbe sapere tutto riguardo quello che fanno questi/e skater incredibili, come sono diventate/i così brave/i e cosa li/le spinge a farlo? Mi piace anche l’idea di dare alle/ai fotografe/i l’opportunità di pubblicare le proprie foto: è importante per me. Instagram è ok, ma a me piace la carta stampata e la sensazione è totalmente differente – vedere le proprie foto stampate su carta rispetto al web. E non è solo questione di avere skater famosi/e ritratti/e. Se sei appassionata/o di roller skating non devi essere un grande nome per finire nel magazine. Noi ci concentriamo su storie e interviste, non solo fotografia. Mentre il primo numero era molto internazionale, il secondo sarà molto incentrato sull’Europa. Ci stiamo già lavorando e abbiamo qualche viaggetto in programma dei quali non posso dirti niente, ma sono molto eccitata all’idea.

 

Ok, giungiamo alla fine e alla domanda più importante di tutte: cibo italiano preferito?

Amo il cibo italiano, specialmente piatti semplici come gli spaghetti alle volgole con bottarga. Mi piace molto il pecorino e sono una fan della Sardegna.

 

Allora ci salutiamo, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande!

Ciao, mille grazie per avermi avuta sul tuo adorabile blog. Spero di venire a skateare presto in Italia!

 

 

 

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DogDays Magazine

 

 

Tutte le foto sono di Jonas Vietense

 


 

 

 

 

Hi Polly, can you tell us who you are? 

-Hi! Most of my friends in the skate community know me by my derby name Polly Purgatory. But since I quit roller derby I like to go by my given name Marta. I live in Stuttgart, Germany, but was born in Poland. I am a print journalist by profession. When I am not working I skate, travel and work on my new print magazine called DogDays.

 

How did you start rollerskating? 

-My roller skating background is roller derby. In spring 2006 I co-founded the Stuttgart Valley Rollergirls (recently re-named to Stuttgart Valley Roller Derby). I had to learn skating from scratch but it was a lot of fun and craziness as the beginnings of derby were less sporty and more punk rock and we all had to learn to skate. But I also really loved the past years where roller derby got more professional as I enjoy working out off skates as well.

 

How did you find out about rollerskating at the skatepark and what happened next?

-Well, I knew there has been an aggressive roller skate scene in the 80s and 90s but I never really thought about it as roller derby demanded all my free time. So it wasn’t until I stumbled upon the Bones Bearings video with Michelle Steilen (Estro Jen) whose mad skills and fearlessness were really impressive that I started to think: This looks fun, I could do this (though on a lower level… lol). But when I saw the Chicks in Bowls movement grow and with it all those women hitting the parks I got kind of hooked. This must have been end of 2015.

 

Roller derby is a huge part of your life (Stuttgart Valley Rollergirls). How has it been to manage both roller derby and ramp skating till now? 

-That is a tough one when you have a full time job, a partner, et cetera. I have been active in roller derby as a skater, coach and all the volunteering that comes along with it for more than eleven years. I am sure most roller derby skaters can tell you a thing or two about the importance of a good time management – not saying I am good at it…lol. But I have never been as passionate about something for such a continuous time in my life as I was about roller derby. So in the beginning I did not go ramp skating as much, sometimes only once or twice a month. There were no other girls in my city skating parks so derby came first. But I decided that 2017 would be my final derby year. It was also the year I started to hit the parks more often.

 

What’s your involvement in the Chicks in Bowls community and how did you get in touch with it? 

-First I learned about them through social media. When I saw more and more chapters popping up, also in Berlin, I decided to contact Lady Trample to start a CIB chapter in Stuttgart. I am still trying to get my ex-derby peeps hooked on ramps and they show up at the park from time to time but they are still very occupied with roller derby. I also go on skate trips with my partner and to CIB meet-ups as much as time allows it.  I went on a trip with the Berlin chicks to Barcelona last September and recently to the huge world cup meet-up in Manchester. It was inspiring to see Estro, Trample, Bomba, Flammers and all the other amazing skaters from around the world.

 

What’s the best improvement ramp skating brought to your life? 

– Compared to derby where you have this organized team sport with all its duties it gives me the feeling of pure freedom. If I feel like skating I pack my bag and hit the park. Fighting your mind and overcoming fears is also very rewarding – whether you fall or nail the trick – although it can be frustrating, but that’s part of the deal. Also meeting new people from around the world who share the same passion is great.

 

Can you say that ramp skating had an influence on the development of your personality? If yes, how? 

-It maybe didn’t change me but forcing myself to break out of my comfort zone is something I learned through skating. That surely has an influence on how I handle things in other spheres of life. Don’t just think of the scary part but enjoy the rush that comes with leaving your comfort zone.

 

Have you ever had the feeling of not being accepted in a certain situation related to ramp skating (i.e: at the skatepark), or have you ever felt judged at the skatepark (for your skills) just because you’re a woman? 

-Shitty and narrow minded people are everywhere. But I have to say that most guys – I say guys because skateparks in Germany are still male dominated places and quite often I am the only woman at the park – are respectful or interested. I had situations in big cities where they let you know that they don’t want to share their space. But I don’t think it has something to do that I am a woman. In the beginning that made me feel a bit uncomfortable. But nowadays I just like to say: get over it. If I really want to skate, I stay and I skate, no matter how many skateboarders there are. I think it’s important to stand your ground, especially as a woman. By sticking to this and with improving skills there comes confidence. Kids on the other hand are curious. Just recently I got asked what kind of “old fashion inline skates” I wear. This kid had never seen quads. We had a good laugh on that.

 

Tell us more about the “DogDays Magazine” project! I’m so stocked there’s going to be another ramp skating zine around! I love independent publications! 

-I wanted to do a print zine for a long time. I had previous ideas but never found the time to go for it. A year ago my partner Jonas (he is a skateboarder) and I went on a four week skate trip through Mexico. We had a tiny blog for our friends and family. Afterwards I really wanted to do a German/English magazine about skating. When Jonas, who is a graphic designer and photographer, said he’d like to be involved, I said “fuck it, let’s do this”. And DogDays Magazine was born. I just waited to finish my derby season.

The idea is to give this growing scene an independent platform. I love roller skating. And I love to write about traveling and people. I mean, who doesn’t want to know what all those amazing skaters do, how they got so good and what drives them? Also giving photographers the opportunity to publish their photos is important to me. I mean Instagram is great but I love print and it’s a totally different thing to see your photos on paper. And it’s not only about the famous protagonists. If you are passionate about roller skating you do not have to be a big name to get featured. We focus on stories and interviews, not just photos. While the first issue was very international, the second one will be very much Europe. We are already working on it and have some trips coming up which I can’t tell right now but I am really excited about.

 

So now the final, important, question: what’s your fav Italian dish?

-I love Italian food, especially the simple dishes like Spaghetti Vongole con Bottarga. I also love Pecorino, I am a Sardinia-fan.

 

Thanks for answering my questions, Marta!

Ciao, mille grazie for having me on your lovely blog. Can’t wait to skate in Italy some day soon!

 

 

 

 

All pictures by Jonas Vietense

“Se lo trovi divertente, non chiederti altro”

“Se lo trovi divertente, non chiederti altro”

 

1. Una sfida lanciata è una sfida accettata, questa è la prima regola di una gal!
1. Non mollare mai la presa, questa è la prima regola di una gal!
1. Se lo trovi divertente non chiederti altro, questa è la prima regola di una gal!
1. Fegato ed esternare i propri sentimenti, questa è la prima regola di una gal!
1. Noi dobbiamo dare il meglio di noi stessi agli amici, sempre, questa è la prima regola di una gal!

 

 

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“Gals” era un manga e anime giapponese che guardavo quando avevo circa 16 anni. Per quanto potesse sembrare scemo e frivolo (e lo era), racchiudeva alcune lezioni importanti, che sono quelle elencate lì sopra.

Mentre pensavo a come buttar giù un post che affrontasse l’argomento dell’ansia da prestazione, mi è venuta in mente “la prima regola di una Gal”. In realtà di “prime regole” ce n’erano tantissime e la protagonista le ripeteva almeno una volta ad episodio.

Cosa c’entra? Ci arrivo dopo.

 

 

Si può parlare di “ansia” in un momento storico in cui la parola viene abbondantemente abusata? Penso sia lecito chiederselo. In questo caso specifico, dato che dobbiamo necessariamente parlare anche di un abbassamento della qualità della nostra performance fisica a seguito di un blocco mentale, direi che “ansia” è un termine più che appropriato.

Sulla base di esperienze personali e delle vostre, ecco una serie di comportamenti per i quali sarebbe preferibile ri-educarci per rendere la nostra esperienza in skatepark più piacevole e meno stressante.

 

1 – Paura di sembrare stupide/i di fronte agli altri (inteso come “tutti”)

2 – Paura di sembrare stupide/i di fronte ad una/uno o più skater specifiche/specifici, famosi

3 – Paura di non essere all’altezza delle/degli skater che stanno facendo le nostre stesse cose nello stesso momento

4 – Paura di fallire e di non incontrare le proprie aspettative

 

 

1 – Paura di sembrare stupide/i di fronte agli altri (inteso come “tutti”)

Il primo comportamento errato è forse il più comune. All’inizio del nostro percorso è particolarmente comune cadere in confusione perchè non conosciamo le nostre potenzialità e quelle del park, non conosciamo l’ambiente e spesso magari non conosciamo nessuna/o all’interno della scena.

Soluzione: Trattandosi di qualcosa di totalmente nuovo per noi, è bene tenere a mente che nessuna/o nasce con le skill e che ogni singola persona presente in park in quel momento si trova a stadi diversi del proprio percorso.

Frase da ripetersi: “Sono a buon punto!”

 

2 – Paura di sembrare stupide/i di fronte ad una/uno o più skater specifiche/specifici, famosi

E va bene, siete finalmente arrivate/i a questo workshop con quella/quel skater fantastica/o. La/lo ammirate da una vita, le/gli mettete like ad ogni singolo post e forse avete anche una tshirt con la sua faccia stampata sopra.

È comprensibile che vi tremino le ginocchia.

Soluzione: Ricordarsi che anche loro sono esseri umani, anche se sotto sotto faticate a crederci e pensate che arrivino da una galassia lontana e siano atterrate/i sulla Terra solo per farci mangiar polvere.

Frase da ripetersi: “Una volta era come me!”

 

3 – Paura di non essere all’altezza delle/degli skater che stanno facendo le nostre stesse cose nello stesso momento

Se, come vi auguro, fate parte di una crew o avete la fortuna di potervi incontrare quasi abitualmente con altre/i rollerskater, avrete moltissimo da imparare. A volte lo sconforto prende il sopravvento. Provare ammirazione è semplice e immediato, ma molto spesso questo sentimento viene sopraffatto da una sensazione di impotenza e smarrimento. “Da dove posso iniziare per fare le stesse cose? Riuscirò mai ad essere alla sua altezza?”.

Soluzione: skateare con persone più esperte di noi è praticamente il modo più veloce e semplice per imparare cose nuove. Se siamo in grado di dominare il sentimento di sconforto iniziale, saremo già a metà dell’opera per assorbire quanti più trick potremo.

Frase da ripetersi: “Se faccio domande e ascolto, imparo!”

 

4 – Paura di fallire e di non incontrare le proprie aspettative

Per alcune/i di noi, la/il più grande nemica/o è l’immagine che lo specchio ci riflette. Le nostre aspettative sono spesso molto alte. DEVO chiudere quel trick entro fine mese, DEVO sviluppare il mio stile, DEVO riuscire ad essere più brava/o di lei/lui entro fine anno, DEVO DEVO DEVO.

I “DEVO” ci mettono molta pressione addosso perchè spesso riflettono degli obiettivi irraggiungibili nel breve termine. I “DEVO” sono spesso tossici, soprattutto se derivano da una comparazione con altre/i o con un’immagine di noi stesse/i che ancora non esiste e forse mai esisterà.

Soluzione: Trasformare i “DEVO” in “VOGLIO”. Cosa desideri davvero? Da dove deriva questa pressione che ti metti addosso inutilmente? Prova a scrivere su un pezzo di carta perchè ti piace skateare e perchè fai quello che fai.

Frase da ripetersi: “Uno step alla volta!”

 

 

Per concludere, una frase che vale per tutti gli esempi precedenti: “Se lo trovi divertente non chiederti altro, è questa la prima regola della/del rollerskater!”

 

 

Doom

 

 

 

 

I video del mese #2

I video del mese #2

 

Ecco i video salienti di questo febbraio, ormai giunto al termine!

 

#1 I video di Chaya con Barbara Lucina e Cristina Bonilla a Barcellona

 

 

 

#2 Come droppare, a cura di Indy Jamma Jones (Planet Rollerskate)

 

 

#3 Questo ragazzino vi insegna a fare un backflip con i pattini a rotelle