I video del mese #2

I video del mese #2

 

Ecco i video salienti di questo febbraio, ormai giunto al termine!

 

#1 I video di Chaya con Barbara Lucina e Cristina Bonilla a Barcellona

 

 

 

#2 Come droppare, a cura di Indy Jamma Jones (Planet Rollerskate)

 

 

#3 Questo ragazzino vi insegna a fare un backflip con i pattini a rotelle

 

Diario: Assenza + resoconto del weekend con Sbanda Brianza

Diario: Assenza + resoconto del weekend con Sbanda Brianza

LO SO.

DAVVERO, LO SO.

Non scrivo sul blog da più di un mese e mi vergogno come un cane. “Life happened” potrei dire. Effettivamente ne è successa una dietro l’altra – nonostante mi renda conto che non sono scuse accettabili.

Stranamente l’inizio della mia assenza coincide con l’inizio di un progetto davvero challenging presso lo studio dove lavoro (n.b.: so che vi piace pensare che pattino e disegno tutti i giorni tutto il giorno e invece nella vita faccio la graphic designer) e, guarda caso, proprio oggi che stiamo chiudendo la presentazione per il cliente mi sono sentita abbastanza rilassata da riaprire wordpress e iniziare a scrivere.

COINCIDENZE? IO NON CREDO.

Com’è stato vivere senza i miei post per un mese? Non vi sono mancata per un cazzo vero? Ad ogni modo rieccomi, e inauguro subito con un breve racconto dello scorso weekend.

Sabato 21 ero con la crew Rollerfighters e mio fratello Tommaso (50% di Busking Bears) a Mariano Comense, precisamente al Palatenda.

Quei fuori di testa di Sbanda Brianza hanno ben pensato di festeggiare il loro terzo compleanno con un festone da paura e hanno invitato noi di Busking Bears e le Rollerfighters  a tener banchetto.

Ci siamo radunati sotto lo stesso gazebo e abbiamo allestito il corner della paura. Tra balletti, carriole, ruote, breakdance e birra io davvero non sapevo più da che parte guardare.

Ma a parte questo l’opportunità più interessante per la mia sister Matje e me medesima è stata poter skateare l’area street che Sbanda aveva allestito per l’occasione.

 

 

22582651_526387377697900_3288530409846996992_n

Eccoci qua, aggraziatissime. Io mi sto grattando un piede.

 

 

Altre testimonianze:

 

22528541_10214174690711853_3245938354708707644_n

RIDE HARDCORE #RIDEHARDCORE #SBANDABRIANZA #SLIDENOW

Un post condiviso da Sbanda Brianza (@sbandabrianza) in data:

 

Insomma per noi la serata si è conclusa attorno alle due dopo una sessione di rollerskate durissima. Ho un ematoma sulla gamba sinistra che sta diventando viola ma devo dire che tutto sommato sono contenta.

Ah, e ormai posso dire di essermi abituata al mio nuovo setup. Sono ufficialmente innamorata.

 

22308814_931353003687319_3838575481889891181_n

 

Alla prossima, spero prestissimo insomma. Mi organizzo.

 

Love,

Doom

 

 

 

Perchè Bomba Hache è una bomba e il ramp camp è stato una bomba

Perchè Bomba Hache è una bomba e il ramp camp è stato una bomba

 

(no, questo non è un articolo sulla Bomba H di Kim)

 

 

21200743_1977243152554198_1121491605112809051_o

 

 

Come avrete sicuramente visto seguendo la pagina di Chicks in Bowls Italy e dai miei vari interventi su instagram, una settimana fa si è tenuto il ramp camp con Bomba Hache, che avevo anche intervistato qui.

Per chi non avesse seguito la cosa o non fosse aggiornata/o sull’argomento, Bomba Hache è una skater del team di Chicks in Bowls, fondatrice di Chicks in Bowls Spain e atleta ultra-sponsorizzata.

Oltre ad avere un’organizzazione eccellente di tutto ciò che concerne la sua presenza online, fin dai primi step si è dimostrata molto professionale e attenta, motivo che mi ha fatto decidere definitivamente che era la persona giusta per fare un ramp camp in Italia a fine estate.

Le mie aspettative non sono rimaste deluse: Sara è una persona eccezionale, oltre ad essere una formidabile skater.

 

 

21106845_1977243959220784_1141521004768042569_n

 

Sara è partita dalle basi per tutte/i le/i presenti. Per fortuna! Io stessa mi sono accorta di aver accumulato un sacco di lacune avendo imparato a pattinare da autodidatta. Questo ramp camp è stato fondamentale per la mia preparazione e aver trovato qualcuno come Sara che (parole sue) “non ti lascio andare finchè non avrai re-imparato a saltare e fare pumping, sarò la tua ombra!” è stata una vera fortuna.

Questo ramp camp non ha solo chiarito tutti i miei dubbi e ispirata ad affrontare trick nuovi. Mi ha anche convinta a riprendere in mano le basi della mia pattinata, risolvere tutti i dubbi e le imperfezioni tecniche, riprendere daccapo la mia preparazione, migliorandola.

Penso di parlare per tutte/i nel dire che Sara ha un modo di insegnare molto coinvolgente. Gli esercizi venivano svolti facendoci sfilare una/o alla volta di fronte alle/i presenti. Il livello di concentrazione e di attenzione era al massimo.

Il Capanno skatepark ci ha accolte/i con entusiasmo. Decisamente un posto da ri-visitare per quanto mi riguarda.

Sportforfun (dove si è tenuto il secondo giorno di ramp camp) ha una full pipe. Mi sembra un motivo più che valido per visitarlo!

 

21106554_1976796332598880_2784693745715973207_n

21151209_1976796342598879_9074705176375450783_n

 

Tutti i momenti extra (tipo l’afterparty in casa Rollerfighters) passeranno alla storia. Ormai ve li siete persi, farete bene ad esserci la prossima volta!

 

Grazie a Rollerfighters per il supporto logistico e alla mia compare @matjelille per avermi dato una mano.

Ora ci prendiamo una piccola pausa – quest’anno è stato davvero impegnativo! – ma non escludo possano esserci presto novità sulla stagione invernale. Stei tuned.

 

Doom

 

 

 

 

 

Interview: Anguanas Ramp Crew

Interview: Anguanas Ramp Crew

 

Nuove crew stanno lentamente iniziando ad emergere in tutta Italia e io non posso che essere contenta ovviamente!

Ho deciso di continuare le interviste sul blog iniziando proprio ad intervistare alcune ragazze delle nuove crew italiane. Partiamo dalla più recente perchè prestissimo faranno un evento e quindi bisogna parlarne subito, la Anguanas Ramp Crew.

 

20526038_1373039322817076_5082717785794833600_n

 

 

Ciao anguanas ramp crew, chi siete?
Ciao! Siamo Ann Atomic Bomb e Anek Breaker, due del folto gruppo di skaters di questa nuova crew, diciamo che siamo quelle che hanno deciso di “formalizzare” questo progetto! Una buona parte della nostra squadra di Roller derby, le Anguanas appunto, ha deciso di sperimentare sulle rampe … da qui è nata la crew!

Potete spiegare il vostro nome a chi ci legge e non mastica roller derby? Perchè “Anguanas”?
Ann: Le Anguane sono creature mitologiche popolari tipiche del Veneto, la nostra regione, capaci di trasformarsi e dai poteri mistici … diciamo che ci sentiamo affini a queste creature!
Capisco! Dato il nome presumo ci siano molte componenti della vostra squadra. Si sono unite anche skater che non praticano il roller derby?
Anek: Per ora siamo tutte skater che praticano anche roller derby, con le Anguane appunto, ma non vediamo l’ora di avere qualche new entry (skaters vicentine … dove siete?)

Dove skateate di solito?
Durante la stagione estiva ci troviamo ogni giovedì e domenica sera dalle 21.00 alle 23.00 alla bowl di Parco Fornaci Via Carlo Farini a Vicenza!

So che è da un bel po’ che vi cimentate sulle rampe, forse un annetto? Quando avete iniziato?
Anek: Alcune di noi erano presenti al primo Meet Up italiano a Udine nel dicembre 2015 … senza sapere realmente cosa stavamo facendo! Diciamo che da un annetto che le rampe sono diventate quasi una costante per noi!

Mi dici i tuoi tre skatepark o spot preferiti e dove si trovano?
Ann: Il The Wall a Vicenza, il The Pit a Bassano del Grappa (VI), Skate Park Cornedo Vicentino.

Ho visto che a breve farete un evento. Qual è il programma della giornata?
Abbiamo in programma questo primo meet up in terra vicentina, domenica 3 settembre alla bowl del Parco Fornaci di Vicenza.
L’evento è in concomitanza di un festival di 3 giorni che si chiama Fornaci Rosse, durante il quale ci saranno convegni, concerti e varie attività nel Parco. Noi saremo li la domenica dalle 16. Dalle 18 al bar del Parco ci sarà un dj set fino alle 21.30 e durante tutto l’evento proponiamo sfide di Beer Pong!

Ecco il link all’evento facebook.

 

 

20953559_1388114394642902_6059076531835448208_n

 

 

Un consiglio per chi vorrebbe formare una crew e ancora non si è decisa/o?
Ann: Consiglio di trovare persone che hanno la passione di pattinare e provare, mettersi in gioco!

 

Non posso che essere d’accordo con Ann sull’ultima frase e augurare alle Anguane la migliore riuscita per il loro prossimo evento!

Potete contattare le Anguane sulla loro pagina facebook.

 

 

Love,

Doom

 

 

 

 

Blog chiuso per ferie!

Blog chiuso per ferie!

 

Come da titolo, vado in ferie! Tiè!

Parto proprio oggi per un viaggio e farò ritorno in data tutt’ora imprecisata ma sicuramente dal 21 agosto sarò nuovamente operativa – visto che ricomincio a lavorare, damnnn!

Ecco le tappe del mio viaggio imminente. Parto con Chiddo a.k.a. Benedetta Bassi Photography, che ben conoscete.

 

5-6 agosto > Praga

7/10 agosto > Aarhus (Danimarca)

11 agosto > Copenhagen

12-13 agosto > Berlino – Chicks in Bowls meetup

 

 

Se vi capita di essere dalle mie stesse parti in quei giorni fatemelo sapere. Sarò raggiungibile su facebook e instagram ogni volta che troverò uno straccio di wi-fi.

Nel frattempo buone vacanze e buone scheitàte!

Doom

 

 

Diario: com’è andata a Bergamo

Diario: com’è andata a Bergamo

 

Per chi di voi non ne fosse al corrente, lo scorso weekend ero “di turno” ad Alzano Lombardo e la vicina Bergamo per il Pota meetup di Chicks in Bowls Italy.

Ovviamente la nostra buona amica Chiddo ( Benedetta Bassi Photography ) ha già fatto uscire una marea di foto, ma ci tenevo a scrivere come sempre qualche parola su come ho vissuto anche questo meetup portato a termine.

 

 

19958970_1365924063455194_1725735462971795520_n

Davvero non ricordo cosa ci fosse di tanto esilarante in quella birra.

 

Innanzitutto vorrei fare una menzione ad honorem alle care Laura, Ransie e Birra il cane, senza le quali io dormirei sempre sotto i ponti a tutti questi eventi che ci spariamo uno dietro l’altro.

Detto ciò, parto dicendo che il mio BlaBlaCar partiva alle 15:00 di venerdì da Trieste e mi ha scaricato a Bergamo dopo quattro orette di viaggio belle e oneste. Una volta scesa dall’auto cercando di riallineare le mie chiappe ormai diventate una forma di Grana, sono salita sul primo treno diretto a Desio per raggiungere le mie host.

Abbiamo aspettato Seitan che si è unita a noi per qualche birrino ignorante e una pizza a mezzanotte. Agguantata Birra e i cartoni di pizza con gli avanzi, siamo andate a dormire sapendo che la sveglia avrebbe suonato alle sette e mezza per colpa di Matje, che arrivava col primissimo treno del mattino.

Le reunion fanno sempre impressione: sembra di non essersi mai salutate davvero. In un attimo sei subito a parlare di che trick vuoi chiudere e a mangiare brioches sedute sul marciapiede.

Ci dirigiamo verso Alzano Lombardo non sapendo bene quanta gente ci sarà: alle 10:00 di mattina la temperatura è già di 30 gradi. Attorno a mezzogiorno avrebbe raggiunto i 37 gradi.

Quando arriviamo al park siamo le prime. Iniziamo a cambiarci e prendere confidenza con la mini che, detto tra noi, è una bella bomba. L’intero park in realtà non mi dispiace, tranne per il fatto che si trova in piena battuta di sole. Gli alberi a bordo park sono utili giusto per appoggiare le borse e non far andare in tilt i telefoni per il caldo. L’acqua dopo neanche un’ora è già bollente – fortuna che c’è una fontanella.

 

19875293_1365933066787627_7510909238103704847_n

 

L’evento principale – per me – è stato rivedere Rachel, una ragazza che ho avuto il piacere di conoscere al meetup di Chicks in Bowls Yorkshire a Doncaster / Dull ad inizio 2016. Sta girando l’Europa a bordo di un camper con il suo ragazzo e hanno deciso di passare per Alzano Lombardo prima di andare in Austria.

Il secondo evento importante della giornata non posso scriverlo perchè ufficialmente sarebbe un segreto – anche se chi c’era sa di cosa sto parlando. Prossimamente su questi schermi, dai!

 

19875684_1365931416787792_5224264509311896127_n

Matje che fa cose pazzesche come se niente fosse

 

 

 

Il meetup prosegue tutto il giorno fino alle 17:00 circa, quando i primi skater iniziano a palesarsi e le ombre iniziano ad allungarsi. Giustamente abbiamo scelto l’orario peggiore, ma volevamo tutto il park per noi e la sera per fare baldoria.

 

19732297_1365932686787665_7483462400900658620_n

Dane stilosissima

 

 

Baldoria che alla fine non c’è propriamente stata: le/i sopravvissute/i hanno fatto gruppo e siamo andati a Desio a berci una cosa e mangiarne un’altra. Distrutte, ci siamo spalmate sul divano di Laura a guardare “Ritorno al futuro” – manco a dirlo io mi sono addormentata subito.

La mattina dopo la sveglia è stata leggermente più clemente. Solita tappa al supermercato per recuperare del cibo e poi via in auto verso Bergamo. Direzione bowl del Polaresco.

 

19905046_10212363174502039_1349184922114611217_n

Una foto di repertorio di un lecito confronto lividi post-sabato

 

La bowl del Polaresco è una bowl da girarsi almeno una volta nella vita se siete italiani. Non sto dicendo che sia la bowl più incredibile che io abbia mai skateato ma sicuramente ha delle linee interessanti.

I locals sono di una gentilezza inaudita. Lo ricordavo dallo scorso anno e lo riconfermo quest’anno: bravi ragazzi. Nessun tipo di discriminazione, anzi, totale coinvolgimento.

Mi sono fatta qualche run in doppio con Matje per poi dover mangiare un panino con la mortazza al volo e andare a prendere il Flixbus per tornare a Trieste. Sicuramente Matje, Seitan e le altre hanno racconti della giornata al Polaresco molto più interessanti del mio.

 

19780560_10211484924932307_374621526597488029_o

 

Tutte le foto sulla pagina di Benedetta Bassi Photography, come sempre. Enjoy!

 

Doom

 

 

 

L’importanza di rivedersi in foto / video

L’importanza di rivedersi in foto / video

 

È ufficiale: la prima cosa che ho pensato spiando tra i vari profili instagram / facebook delle mie skater preferite è stato “Non avrò mai il coraggio di farmi riprendere / fotografare così tanto!”.

Chi mi conosce bene sa che di fronte ad un telefono / videocamera / macchina fotografica mi blocco e riesco a dare il peggio di me. Un po’ diverso quando mi trovo in rampa da sola per una run in solitaria e posiziono il telefono a bordo rampa per immortalare qualche trick e rivedermelo in un secondo momento.

Ma perchè è così importante la documentazione?

 

19883929_1365931653454435_1251182228701776037_n

foto di Benedetta Bassi

 

 

Partiamo da una premessa importante: grazie ad internet siamo tutte/i autodidatte/i. Ci sono un milione di risorse là fuori per poter trarre tutte le informazioni di cui necessitiamo e anche imparare dei trick non è un’impresa impossibile come è stato per i veteran negli anni ’70 – che si dovevano arrangiare con le riviste.

Molto spesso però ci accorgiamo che mente e corpo non vanno esattamente nella stessa direzione. Anche il movimento più scontato diventa difficile se non riusciamo ad avere un riscontro immediato da qualcuno di esterno/a alla situazione.

Se, come me, non avete sempre la fortuna di poter skateare con amiche/ci, il telefono diventa un alleato preziossisimo.

Quindi i motivi principali per cui dovreste davvero (davvero) farvi dei filmati mentre skateate sono:

1 – potersi rivedere, anche subito, per correggere un movimento

2 – autostima infinita

3 – condividere il tutto con persone che vanno in rampa e possono darvi qualche consiglio utile anche a distanza

 

 

maxresdefault

in foto: un invert di Nikita

 

 

 

Detto ciò, andate e riprendetevi (e mandatemi cose se vi va!)

 

Doom

How to start: protezioni sì, protezioni no

How to start: protezioni sì, protezioni no

 

Iniziamo la settimana con un tema molto dibattuto, ovvero quello delle protezioni individuali.

Sto parlando di ginocchiere, polsiere, gomitiere e casco.

 

s120helmet20lifer20grey-700x700

 

È un tema caldo soprattutto per chi viene dal mondo del roller derby, lo sport di contatto su pattini a rotelle che sta diventando via via sempre più popolare e che in Italia conta circa una quindicina di squadre attive.

Avendo iniziato a pattinare nel mondo del roller derby, le regole alle quali sono sempre stata sottoposta sono molto severe nei riguardi dell’uso delle protezioni individuali. Indossarle sempre tutte (oltre a quelle dell’immagine anche il paradenti, importantissimo) non è solo obbligatorio ai fini del gioco ma diventa anche un requisito necessario durante gli allenamenti.

Quando non mi sto allenando a roller derby è il buonsenso a guidarmi: i momenti in cui decido autonomamente che tipo di protezioni indossare dipende dalle attività che andrò a svolgere in quel determinato momento.

 

 

18812675_1416824501696640_2321837987115040768_n

Me medesima, impegnata nel giuoco del roller derby. Foto, come sempre, di Benedetta Bassi

 

 

Le variabili che entrano in gioco sono molteplici, ma prima fra tutte la conoscenza del terreno sul quale andrò a pattinare. Che si tratti di flat o rampa, non penso mi metterei a pattinare senza alcun tipo di protezione in città che non ho mai visitato o piste ciclabili che non ho mai percorso. Basta una buca, la radice di un albero, un ramo di troppo per trovarsi per terra con un ginocchio al contrario. Ecco, no grazie.

E qua potreste dirmi “Hah! Ma anche sui terreni che conosci meglio può sempre esser caduto un ramo l’altra notte”. Vero, anzi, verissimo. Il margine che ho deciso di darmi su questo punto in particolare è dato dal mio background.

Non ho imparato a pattinare da piccola. Ho imparato tardi, a 24 anni. Il mio senso dell’equilibrio è molto scarso e sono una persona goffa anche nella vita quotidiana. Dopo aver notato che – colpa del roller derby – ogni volta che stavo per cadere mettevo a terra le ginocchia, ho deciso di darci un taglio. In particolare, dopo aver sbattuto più volte ripetutamente le ginocchia per terra – e vi assicuro che a certi livelli le ginocchiere sono completamente inutili – ho deciso di riabituare il mio corpo a cadere. Anzi, a non cadere.

Ogni volta che sento che sto perdendo l’equilibrio, anzichè buttare le ginocchia a terra mi accuccio, piegandole.

Se sta succedendo in corsa, trascino la punta del piede posteriore a terra iniziando a piegarmi finchè non ritrovo l’equilibrio e poi riassumo posizione eretta.

Ci sono innumerevoli modi per evitare di impiegare le ginocchia in una caduta. Sarei curiosa di saperne di più da atlete/i che provengono dal pattinaggio artistico: mi sembra un argomento interessante.

Tornando a noi e al perchè non indosso le protezioni in alcuni contesti e del perchè le indosso in altri, passiamo alle occasioni in cui sono full-geared.

 

13774380_1641415839505496_907904584_n

 

 

Esse sono:

  1. Una nuova bowl. La bowl è un contesto del ramp skating sempre incerto. Non c’è una bowl uguale all’altra – per questo sono così fantastiche – e questa non somiglianza tra bowl  le rende imprevedibili
  2. Un vert. Gli angoli a 90 gradi mi hanno sempre fatto una certa impressione. Non sono ancora molto brava a gestirli e credo di non sbagliare se dico che fanno parte di un mondo che guardo ancora con ammirazione da lontano – ma che un giorno domerò
  3. Nuovi trick. Ok, quando ho provato per la prima volta ad entrare in rampa con una ruota (ruota nel senso di esercizio ginnico), ho indossato il casco. Questo è l’esempio più recente che mi viene in mente ma ce ne sono sicuramente molti altri.

 

E voi? Indossate le protezioni? Tutte? Nessuna?

Sono curiosa di sentire i vostri feedback.

Love,

 

Doom

 

 

 

 

 

 

 

“Pota!” Meetup

“Pota!” Meetup

 

Se seguite la situazione ramp skating su facebook avrete notato che c’è un meetup alle porte: il “Pota!” meetup di Chicks in Bowls Italy.

L’evento si terrà ad Alzano Lombardo (il sabato) e Bergamo (la domenica).

Ecco com’è andata lo scorso settembre!

 

 

Presto, prestissimo tutte le info direttamente sull’evento facebook.

Inutile dire quanto sarei contenta di vedervi tutte/i là!

 

Doom

 

Il tuo primo drop in

Il tuo primo drop in

 

“Non so ancora droppare!” “Ma come droppo?”

Tante volte ho sentito queste frasi e altrettante volte mi sono ritrovata a ripensare alla paura del primo drop, quindi mi sa che ci scrivo un articolo, tiè.

“Droppare” è l’italianizzazione di “drop in”, termine che in inglese viene utilizzato in mille contesti diversi – soprattutto musicali – e sembra sempre molto figo.

Nello skate “droppare” è l’atto di entrare fisicamente in rampa dalla cima, quindi partendo dal coping (se non sai cos’è il coping vuol dire che non hai studiato, quindi vai a questo articolo).

Droppare è un’azione generalmente temuta da chi è inesperto/a, ma non solo: con l’aumento delle altezze (e soprattutto delle altezze nei vert, sinceramente) la paura non svanisce, anzi, si ripropone.

La domanda è dunque: come vincerla?

Innanzitutto se ci troviamo di fronte ad una rampa che non conosciamo o con una curva che non abbiamo mai sperimentato la prima cosa che vi consiglierei di fare è partire dal centro. Abbastanza inutile trovarsi in cima alla rampa a guardare in basso e sperare vi venga il coraggio di buttarvi per ore, o almeno se dovete farlo assicuratevi di averla prima provata.

Partite dal centro ed eseguite movimenti di pumping: le ginocchia sono flesse e morbide, la schiena segue la rampa (occhio a non raddrizzare la schiena quando andate all’indietro o vi ritroverete col culo a terra!), lo sguardo è sempre tre metri davanti a voi.

Avete eseguito questi movimenti svariate volte fino a toccare il coping sia davanti che dietro a voi? Ottimo, vuol dire che siete pronte/i a droppare.

 

IMG_0079

 

Droppare può essere strano le prime volte, poi diventerá via via più naturale col tempo.

Ci sono diversi modi per droppare: la mia amica @matjelille ad esempio droppa in maniera strana, come se stesse infilando un piede nell’acqua per vedere se è fredda; un mio amico inliner droppa dando una forte spinta e abbassando con forza busto e spalle; io sono partita per un lungo periodo dai toe stops, ma ora che ho gli sliders ne appoggio uno sul coping e mi dò la spinta con il secondo piede; un’altra mia amica ancora salta letteralmente dentro la rampa come se si stesse buttando in una vasca di palline colorate.

Non c’è un modo giusto o scorretto per droppare, l’importante è che in qualunque modo decidiate di tuffarvi, non lo facciate di testa ma con testa. Mi spiego?

Le regole sono sempre le stesse:

1 – non guardatevi mai i piedi! Sempre tre metri davanti a voi, sempre

2 – ginocchia morbide. Mani sulle ginocchia, se vi è d’aiuto

3 – schiena perpendicolare alla rampa

4 – convinzione: la testa è tutto. Non cambiate mai idea a metà strada, portate sempre i movimenti fino alla fine

5 – divertitevi!

 

Doom

 

 

Hai letto questo articolo e ti è stato d’aiuto? Lascia un commento e fammi sapere com’è andato il tuo primo drop!

 

Foto di Benedetta Bassi 

 

Video review: “Caprichosas” and more

Video review: “Caprichosas” and more

Buon lunedì! Ho pensato di aprire la settimana con la visione di alcuni video che sicuramente hanno movimentato il mondo del ramp skating negli ultimi giorni. Partiamo dal primissimo, il più eclatante.

“Caprichosas” lo stavamo aspettando da qualche settimana, precisamente da quando Barbie Patin (nome d’arte di Barbara Luciana) e Chaya hanno fatto girare questo trailer tramite tutti i loro canali. Per tre settimane mi sono chiesta come sarebbe stato e francamente le mie speranze non sono state deluse.

“Caprichosas” sono quasi tre minuti di puro street skating con Barbara Luciana e Lucia Dimango. Scale, rail, gap, air: sinceramente non manca niente. Confezionato a regola d’arte da Pisando Fuerte, sinceramente penso sia il primo video di street roller skating girato come un video di skateboarding, perlomeno in questa “nuova era” del roller skating.

Ve lo lascio qui sotto così potete trarre le vostre conclusioni.

Passando ad altro ma senza allontanarci dallo street rollerskating, da poche ore è online un video tutorial di Indy Jamma Jones all’interno del suo progetto “Planet Rollerskate”.

Ogni settimana escono svariati video che includono le avventure di Indy e di altri membri del Moxi Team. Sono video-tutorial che affrontano diversi aspetti del roller skating, dalle rampe alle nozioni base, fino a situazioni di street skating come potrebbe essere pattinare downhill o superare ostacoli base. Ve lo lascio qui di seguito.

Come ultimo video ho scelto “The Youngest Skatepark Shredder Ever” di Ricardo Lino, skater sponsorizzato Chaya appena diventato papà.

Disclaimer: non c’è nessun bebè nel passeggino durante le riprese, ovviamente. Non so se pensare che sia stato meglio così o meno! A voi l’ardua sentenza.
<br>

<br><br>

10 profili instagram da seguire – ep.1

10 profili instagram da seguire – ep.1

Instagram è una manna dal cielo per trovare ispirazione e seguire gente fantastica. Qui di seguito trovate 10 skater che seguo – e che dovreste iniziare a seguire anche voi!

ps: non è una classifica, l’ordine è completamente a caso.

 

1 – Katie Baird ( @bambibloodlust )

 

18012099_664741003717694_6281381832084684800_n

 

2 – Mrs Muertos ( @mrs_muertos )

 

15535268_653179748194392_9177560086019571712_n

 

3 – Polly Purgatory ( @octopolyp )

 

18512430_326985154388939_8053470464942538752_n

 

4 – Carolina Hernández ( @9__8__6 )

 

16122380_1381274938571036_3948822459842560000_n

 

5 – Lumpy Skates ( @lumpy_skates )

 

 

6 – Suzy Swanson ( @emmesixteen )

 

13725675_334203856969268_520461148_n

 

7 – Agustina Dimola ( @agustinadimola )

 

17931771_1925389741024977_1742225149723148288_n

 

8 – Tuisku Sarrala ( @theblizzard54 )

 

18300021_1837062456559651_1741509238804447232_n

 

9 – Caitlin Krause ( @caitfish )

 

14550045_321847374865675_4720204925575888896_n

 

10 – Leticialomeli Prez ( @squigggy )

 

18252400_292635934492463_8029140892549906432_n