Live streaming: Trick Talk | 8 aprile 2020

Live streaming: Trick Talk | 8 aprile 2020

Mercoledì 8 aprile alle 18:30 vi aspetto su Instagram per una live streaming a tema trick, terminologia e tanto altro.

Se quando sentite “fakie” pensate che si parli di fake news e quando vi chiedono la differenza tra slide e grind non sapete da che parte girarvi, questo episodio è per voi. ✨

Aggiungimi su instagram e tienimi pront* con birretta, vino o the caldo. Facciamo aperitivo.

Later skaters!

Doom

How to start: i pattini per iniziare

How to start: i pattini per iniziare

Ultimo aggiornamento: 8 aprile 2020

 

Prima di acquistare un paio di pattini, forse faresti meglio a leggere altri post di “how to start”:

  1. come iniziare
  2. come fare a non farsi male
  3. ma gli slider?
  4. protezioni sì, protezioni no
  5. It’s a head thing
  6. Skatepark Etiquette

 

 

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(nella foto: pattini Chaya)

 

 

Argomento scottante, questo! Spessissimo mi sento chiedere “sì ok, tutto molto bello, ma con che pattini posso iniziare? Cosa compro? Aiutami”.

Ebbene ecco un bel post riepilogativo che affronta l’argomento una volta per tutte.

Innanzitutto devo iniziare con una dichiarazione molto vera e che non piacerà ai rivenditori di pattini a rotelle:

SE SIETE ALLE PRIME ARMI QUALSIASI PATTINO VA BENE.

Argh, oddio, ma perchè? Ma veramente? Anche quelli di Soy Luna?

Ok, ci sono dei limiti a questa affermazione, vediamo quali sono.

 

1 – Uno standard minimo di qualità. Ma come fare a riconoscere la qualità di un pattino?

a) il prezzo. Aspettatevi di investire almeno 90 euro. Qualsiasi pattino sotto quel prezzo è difficilmente un pattino di qualità. Ecco alcuni esempi di pattini da evitare: 123

b) più complicate sembrano le componenti, meglio è. Vale lo stesso principio dello skate che trovate al negozio dei cinesi: se guardate i truck e vi sembrano tutto un unico pezzo di plastica vuol dire che c’è qualcosa che non va, giusto? Con i pattini è esattamente la stessa cosa. Ecco un modello che considero appena valido: link – ed ecco un modello che non va assolutamente bene: link. Riuscite a vedere le differenze?

 

2 – Freni con chiusura a bullone, non a vite centrale (o “a cono”).

In poche parole: questi sì

invece questi meglio di no

Perchè? Perchè i freni si usurano abbastanza in fretta, soprattutto se pattinate sul cemento. Vi assicuro che trovare freni a cono di ricambio è un bel casino. I primi sono decisamente più facili da trovare invece.

 

3 – Scarpetta bassa o tacco?

Quello che vi piace di più. Sul serio, non esiste una scienza esatta. È come chiedermi se mi piacciono di più gli anfibi o le ballerine, ognuna/o ha i suoi gusti (e a me comunque le ballerine fan cagare).

 

4 – Le marche contano?

Sì. Le marche che dovete prendere come riferimento hanno pattini entry level, pattini di livello intermedio e pattini più costosi; altre marche si fermano invece ad uno standard di qualità piuttosto basso. I brand che vi permettono di poter scegliere all’interno di un ampio spettro di possibilità sono: Riedell, Sure-Grip, Moxi (che comunque è sempre sotto Riedell), Chaya (un brand Powerslide). E basta.

5 – Ma dove li compro?

Se non avete deciso di seguire il mio consiglio dei 90 euro, anche il Decathlon va bene. In realtà i pattini del Decathlon sono appena decenti (gli Oxelo), solo che hanno il freno a cono e non mi sta molto simpatico.

I siti dove poter acquistare sono:

1 – Rollerfighters (italiano: vi risponderanno Lorenza e Laura. possono anche costruire pattini con le componenti che volete voi)

2 – Rollerderbyhouse (tedesco)

3 – Amazon (sì, qualcosa si trova)

4 – skates.co.uk (inglese, ogni tanto hanno delle promozioni interessanti)

 

6 – E se volessi qualcosa dal design interessante? Per me l’estetica è importante e i pattini low cost sono tutti brutti.

Come ti capisco. Per me è lo stesso (che ci vuoi fare, sono una designer, è ovvio che anche per me l’occhio vuole la sua parte).

Ecco alcuni esempi interessanti di pattini esteticamente piacevoli. Dal prezzo più basso a quello più alto:

 

Chaya Kismet

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Moxi Beach Bunnies

 

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Sure Grip Stardust

 

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Moxi Lolly

 

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Moxi Panther

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Rookie Artistic rollerskates

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Ecco, è tutto. Se avete domande, come sempre, potete commentare qui sotto oppure mandarmi un DM su instagram.

a presto!

Doom

 

Ramp Skating 101 – parte quattro

Ramp Skating 101 – parte quattro

 

Quarta parte della traduzione del documento di Lisa Suggitt dedicato a chi si approccia al ramp skating per la primissima volta.

Ecco i link alle altre parti dell’articolo, nel caso vi siano sfuggite:

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

 

PATTINARE SULLE CURVE (TRANSIZIONI)

 

Introduzione

Uno degli elementi fondamentali del ramp skating è pattinare su superfici che non sono affatto piatte. Stiamo parlando di superfici che diventano da piatte a praticamente verticali. Questo può sembrare abbastanza sconcertante per un beginner, ma non c’è da preoccuparsi: col tempo ci arriverete – e amerete il ramp skating!

Il posto ideale dove fare pratica con le transizioni sono le minirampe (da 1 metro e 40 a 1 metro e 80 di altezza, solitamente). Non vi preoccupate di droppare per il momento. Partite dal centro della rampa, in basso.

 

A) Girarsi su una transizione

 

Ci sono svariate tecniche per girarsi. Tutte possono sembrare difficili quando approcciate per la prima volta ma diventeranno fluide e naturali con un po’ di pratica. In questa guida parleremo di Jump turns e Pivot turns.

 

Jump turn

  • Pattinate verso la transizione, mantenendo il vostro corpo rilassato e flessibile
  • Piegate le ginocchia e lasciate che i piedi si sollevino di fronte a voi
  • Mantenete un piede davanti all’altro per avere più equilibrio
  • Quando raggiungete l’apice della vostra salita saltate quanto basta per sollevare i pattini da terra
  • Ruotate la parte superiore del vostro corpo di 180 gradi di modo da guardare nella direzione in cui volete andare (indietro, verso il centro della rampa)
  • Usando le braccia ruoterete più velocemente, il resto del corpo vi seguirà durante la rotazione
  • Atterrate sui pattini e pattinate verso il centro della rampa e successivamente sulla curva dall’altra parte
  • Ripetete

 

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Pivot turn

Le pivot turn sono molto simili alle jump turn, solo che invece di saltare userete le ruote posteriori del vostro piede interno.

  • Pattinate verso la transizione, mantenendo il vostro corpo rilassato e flessibile
  • Piegate le ginocchia e lasciate che i piedi si sollevino di fronte a voi
  • Mantenete un piede davanti all’altra per avere più equilibrio
  • Quando raggiungete l’apice, sollevate il vostro peso e ruotate sulle ruote posteriori del vostro piede interno, mentre ruotate la parte superiore del vostro corpo di 180 gradi – guardando dove volete andare (indietro, verso il centro della rampa)
  • Usare le braccia vi aiuterà a ruotare più velocemente, il resto del corpo vi seguirà durante la rotazione
  • Quando completate la rotazione, lasciate “cadere” il vostro peso verso il basso
  • Finite la rotazione guardando la transizione opposta
  • Ripetete

 

Riuscendo a padroneggiare le pivot turn noterete che acquisterete più velocità. Continuate ad esercitarvi!

 

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B) Fakie – pattinare all’indietro su una transizione

 

Mentre skateate su una half pipe o una mini potete acquistare velocità e gestire la transizione alternando pattinata in avanti e all’indietro. Può risultare terrificante all’inizio, ma alcune persone lo trovano semplice da imparare perchè non richiede una rotazione del corpo.

 

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  • Partite dalla parte flat, in basso, della rampa con lo sguardo rivolto verso la transizione
  • Pattinate su per la transizione, mantenendo il corpo morbido e flessibile
  • Piegate le ginocchia e lasciate che i piedi si alzino di fronte a voi
  • Mantenete un piede di fronte all’altro per avere più equilibrio
  • Quando raggiungete l’apice del vostro movimento verso l’alto perderete tutta la vostra velocità e inizierete ad andare all’indietro
  • Lasciatevi andare all’indietro verso il centro della rampa – la parte piana

 

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Fakie up, regular down

  • Pattinate all’indietro sulla transizione alle vostre spalle (ok, questa è la parte terrificante)
  • Piegate le ginocchia mentre salite sulla transizione: dovrebbe sembrarvi di star sedute/i sui vostri pattini
  • Raggiungete l’apice della transizione
  • Lasciatevi andare verso il centro della rampa
  • Ripetete

 

Con la pratica riuscirete a guadagnare molta velocità pattinando in fakie sulla transizione.

 

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Ci vediamo tra qualche giorno con la quinta e ultima parte. Spero che stiate trovando questa guida interessante quanto me!

 

Doom

 

 

Ramp skating 101 – parte 3

Ramp skating 101 – parte 3

Parte uno

Parte due

Questa è la terza parte della traduzione della guida di Lisa Suggitt sul ramp skating per beginner.

E) La vostra prima volta

Andate in skatepark molto presto, al mattino se potete. La maggior parte degli skatepark è meno affollata di mattina quindi avrete più tempo per fare pratica.

La prima volta che andate là fuori cercate di scivolare verso la base della bowl o partite dal centro della mini rampa. Abituatevi al feeling di pattinare su una superficie un po’ curva. La sensazione è molto diversa rispetto a pattinare su una superficie piana e anche da una semplice discesa (ad esempio una collina). Prendetevi un po’ di tempo per giocare e divertirvi.

La postura per il ramp skating

Tendete in avanti con il peso, abbassatevi al livello dei fianchi piegando le ginocchia, rilassate i muscoli, portate il vostro piede dominante in avanti e l’altro leggermente dietro.

Dovreste sembrare sedute/i su una sedia invisibile, ma inclinata in avanti. Mantenendo questa posizione – inclinandovi in avanti – ridurrete il rischio di cadere all’indietro.

Cadere in sicurezza

Il ramp skating prevede di farvi cadere. Molto. Alcuni dicono che sia metà del divertimento. Se non cadete mai significa che non ci state provando abbastanza! Prima di anche solo considerare di provare a skateare sulle rampe, dovreste già saper pattinare e cadere. Esercitatevi con queste skill finché non diventeranno naturali.

One knee slides

Pattinate a velocità media, adagiate un knee pad a terra, scivolate lungo una linea retta finchè non vi fermate o quasi, rialzatevi, ripetete con l’altro ginocchio.

Two knees slides

Pattinate a velocità media, abbassatevi lentamente e lanciatevi in una scivolata con entrambe le ginocchia. Non buttatevi al suolo, concentratevi su una discesa controllata. Fate in modo di mettere il peso all’indietro.

Diario: Assenza + resoconto del weekend con Sbanda Brianza

Diario: Assenza + resoconto del weekend con Sbanda Brianza

LO SO.

DAVVERO, LO SO.

Non scrivo sul blog da più di un mese e mi vergogno come un cane. “Life happened” potrei dire. Effettivamente ne è successa una dietro l’altra – nonostante mi renda conto che non sono scuse accettabili.

Stranamente l’inizio della mia assenza coincide con l’inizio di un progetto davvero challenging presso lo studio dove lavoro (n.b.: so che vi piace pensare che pattino e disegno tutti i giorni tutto il giorno e invece nella vita faccio la graphic designer) e, guarda caso, proprio oggi che stiamo chiudendo la presentazione per il cliente mi sono sentita abbastanza rilassata da riaprire wordpress e iniziare a scrivere.

COINCIDENZE? IO NON CREDO.

Com’è stato vivere senza i miei post per un mese? Non vi sono mancata per un cazzo vero? Ad ogni modo rieccomi, e inauguro subito con un breve racconto dello scorso weekend.

Sabato 21 ero con la crew Rollerfighters e mio fratello Tommaso (50% di Busking Bears) a Mariano Comense, precisamente al Palatenda.

Quei fuori di testa di Sbanda Brianza hanno ben pensato di festeggiare il loro terzo compleanno con un festone da paura e hanno invitato noi di Busking Bears e le Rollerfighters  a tener banchetto.

Ci siamo radunati sotto lo stesso gazebo e abbiamo allestito il corner della paura. Tra balletti, carriole, ruote, breakdance e birra io davvero non sapevo più da che parte guardare.

Ma a parte questo l’opportunità più interessante per la mia sister Matje e me medesima è stata poter skateare l’area street che Sbanda aveva allestito per l’occasione.

 

 

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Eccoci qua, aggraziatissime. Io mi sto grattando un piede.

 

 

Altre testimonianze:

 

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RIDE HARDCORE #RIDEHARDCORE #SBANDABRIANZA #SLIDENOW

Un post condiviso da Sbanda Brianza (@sbandabrianza) in data:

 

Insomma per noi la serata si è conclusa attorno alle due dopo una sessione di rollerskate durissima. Ho un ematoma sulla gamba sinistra che sta diventando viola ma devo dire che tutto sommato sono contenta.

Ah, e ormai posso dire di essermi abituata al mio nuovo setup. Sono ufficialmente innamorata.

 

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Alla prossima, spero prestissimo insomma. Mi organizzo.

 

Love,

Doom

 

 

 

Perchè Bomba Hache è una bomba e il ramp camp è stato una bomba

Perchè Bomba Hache è una bomba e il ramp camp è stato una bomba

 

(no, questo non è un articolo sulla Bomba H di Kim)

 

 

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Come avrete sicuramente visto seguendo la pagina di Chicks in Bowls Italy e dai miei vari interventi su instagram, una settimana fa si è tenuto il ramp camp con Bomba Hache, che avevo anche intervistato qui.

Per chi non avesse seguito la cosa o non fosse aggiornata/o sull’argomento, Bomba Hache è una skater del team di Chicks in Bowls, fondatrice di Chicks in Bowls Spain e atleta ultra-sponsorizzata.

Oltre ad avere un’organizzazione eccellente di tutto ciò che concerne la sua presenza online, fin dai primi step si è dimostrata molto professionale e attenta, motivo che mi ha fatto decidere definitivamente che era la persona giusta per fare un ramp camp in Italia a fine estate.

Le mie aspettative non sono rimaste deluse: Sara è una persona eccezionale, oltre ad essere una formidabile skater.

 

 

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Sara è partita dalle basi per tutte/i le/i presenti. Per fortuna! Io stessa mi sono accorta di aver accumulato un sacco di lacune avendo imparato a pattinare da autodidatta. Questo ramp camp è stato fondamentale per la mia preparazione e aver trovato qualcuno come Sara che (parole sue) “non ti lascio andare finchè non avrai re-imparato a saltare e fare pumping, sarò la tua ombra!” è stata una vera fortuna.

Questo ramp camp non ha solo chiarito tutti i miei dubbi e ispirata ad affrontare trick nuovi. Mi ha anche convinta a riprendere in mano le basi della mia pattinata, risolvere tutti i dubbi e le imperfezioni tecniche, riprendere daccapo la mia preparazione, migliorandola.

Penso di parlare per tutte/i nel dire che Sara ha un modo di insegnare molto coinvolgente. Gli esercizi venivano svolti facendoci sfilare una/o alla volta di fronte alle/i presenti. Il livello di concentrazione e di attenzione era al massimo.

Il Capanno skatepark ci ha accolte/i con entusiasmo. Decisamente un posto da ri-visitare per quanto mi riguarda.

Sportforfun (dove si è tenuto il secondo giorno di ramp camp) ha una full pipe. Mi sembra un motivo più che valido per visitarlo!

 

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Tutti i momenti extra (tipo l’afterparty in casa Rollerfighters) passeranno alla storia. Ormai ve li siete persi, farete bene ad esserci la prossima volta!

 

Grazie a Rollerfighters per il supporto logistico e alla mia compare @matjelille per avermi dato una mano.

Ora ci prendiamo una piccola pausa – quest’anno è stato davvero impegnativo! – ma non escludo possano esserci presto novità sulla stagione invernale. Stei tuned.

 

Doom

 

 

 

 

 

Interview: the House Bunnies Rollerskate crew

Interview: the House Bunnies Rollerskate crew

 

Continuiamo le interviste con le/gli House Bunnies, una neonata crew di Rimini che sta crescendo molto rapidamente!

Le/li conosco personalmente e sono stata contentissima quando hanno aperto il loro instagram e si sono formalizzate/i con un nome e un’identità.

 

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1 – Ciao theHouseBunnies (l’ho scritto, giusto?), chi siete e di dove siete?

Ciao Irene, si si l’hai scritto perfettamente. Noi siamo una crew fresca fresca della Riviera Romagnola, precisamente di Rimini , che 5 mesi fa ha deciso di lanciarsi in questo mondo, o meglio in questo stile di vita che ci ha completamente travolto, con l’obiettivo di crescere sia come skaters ma anche come gruppo.

 

 

2 – Da dove viene il nome della vostra crew?

Questa domanda ci fa sorridere, perché inizialmente questo nome era nato quasi per gioco un giorno che eravamo allo Skatepark di Rimini e scherzavamo sul fatto che sotto il coping dei due quarter ci fossero delle scritte fatte dagli skater ( suppongo ) “ CONIGLIETTE CASALINGHE” e “FATTELA UNA SCO***A OGNI TANTO”, al che abbiamo cominciato a scherzarci sopra e ci è piaciuto talmente tanto questo ossimoro delle conigliette casalinghe che abbiamo deciso di chiamare la nostra chat di WhatsApp “ The House Bunnies”; da qui ci siamo abituate e innamorate di questo nome e abbiamo deciso di chiamare proprio così la nostra crew.

 

 

3 – Come avete iniziato a pattinare sulle rampe?

Abbiamo sempre frequentato gli Skatepark in generale, chi per un motivo, chi per un altro, amici, fidanzati, curiosità, insomma, prima o poi anche noi saremmo entrate nel “tunnel”. Poi la cosa è stata abbastanza naturale, abbiamo cominciato a guardare tantissimi video delle Moxi o di Chicks in Bowls e abbiamo cominciato a gasarci talmente tanto che le pattinate sul lungo mare di Rimini chiaramente non ci bastavano più, sentivamo il bisogno di andare oltre e provare; poi la primavera, il sole, le belle giornate, lo Skatepark, la cosa è venuta da sè, tanto che abbiamo cominciato a girare per vari Skatepark della zona pur non essendo capaci a far praticamente niente, finché abbiamo conosciuto Davide e Jacopo, due ragazzi che fanno Agrressive Inline che ci hanno voluto aiutare insegnandoci le basi, i primi salti, i primi stall ecc, e dal lì e stata solo una salita!

 

 

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4 – Premettendo che molte di voi (se non tutte) vengono dal roller derby e lo praticano con continuità, avete mai incontrato pattinatori/pattinatrici quad in park che provengono da altri tipi di background?

Purtroppo non abbiamo mai conosciuto nessun pattinatore\pattinatrice quad qui nei park in zona, pare che siamo le uniche in tutta la provincia e non solo, quindi non sappiamo risponderti a questa domanda. L’obiettivo sarebbe di reclutare ragazze curiose coraggiose e appassionate provenienti non solo dal Roller Derby in modo che questo sport possa crescere anche qui dove nessuno lo aveva praticamente mai visto!

 

5 – Dove skateate di solito?

Generalmente siamo sempre al park di Rimini 3 o 4 giorni a settimana, in pratica quando non abbiamo gli allenamenti di Roller Derby, ma ogni tanto facciamo anche qualche piccola “trasfertina” al park di Cesena il Jurassik, oppure al nuovo T6 di Gambettola ( questi sono i tre park più gettonati e frequentati ), altrimenti quando c’è qualche evento in particolare andiamo a skateare in mini!

 

6 – Com’è la scena skate a Rimini?

Qua da noi c’è una bella scena, siamo circondate da skaters e bikers, i park sono sempre affollati, e la cosa è positiva! Abbiamo anche “pezzi grossi” come professionisti e pluricampioni di skate che sono della nostra zona e che spesso skateano con noi. La scena qui è decisamente in crescita, ma speriamo che cresca non solo per skate e BMX, ma anche per i quad, noi ci stiamo lavorando !!!

 

7 – Come siete viste in park dagli skater? C’è inclusione o vi guardano storto?

Devo dire che c’è un bel rapporto con gli skater, da quando abbiamo cominciato a girare negli skatepark sono nate anche nuove bellissime amicizie. Non è mai successo che qualcuno ci guardasse storto o ci trattasse male ( per fortuna loro) anzi, sono incuriositi e attratti da quello che facciamo e spesso ci troviamo a chiacchierare insieme e ci scambiamo informazioni su skate, durezze delle ruote, pattini ecc, ovunque andiamo conosciamo qualcuno e spesso è capitato che poi ci si organizzasse anche per andare a skateare insieme o a fare aperitivi.

 

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8 – Un consiglio a chi sta iniziando ad avvicinarsi alle rampe?

Il consiglio che possiamo dare è quello di buttarsi, è normale aver paura, ma la paura la si supera tirando fuori le palle ( perdonami il termine ), e questo è uno sport dove la paura non serve, anzi! Conoscete persone e fatevi dare consigli, guardate tanti video, imitate, inventate!!! E’ il mondo e modo perfetto per scoprire i propri limiti fisici e mentali e trovare il modo di superarli, e questa cosa crea una soddisfazione e una sicurezza in se stessi che a parole è inspiegabile! Bisogna pattinare, pattinare e ancora pattinare, poi pian piano i risultati si vedono e diventa come una droga, non puoi più farne a meno, diventa non solo uno sport o una disciplina ma proprio uno stile di vita, un modo di pensare, un mezzo per affrontare le cose non solo sulle rampe ma anche nella vita di ogni giorno.

 

Grazie per le belle parole, House Bunnies! Speriamo di skateare presto insieme.

Intanto non perdetevi le loro avventure su instagram, che è cosa buona e giusta.

 

Love,

Doom

 

 

 

 

Interview: Anguanas Ramp Crew

Interview: Anguanas Ramp Crew

 

Nuove crew stanno lentamente iniziando ad emergere in tutta Italia e io non posso che essere contenta ovviamente!

Ho deciso di continuare le interviste sul blog iniziando proprio ad intervistare alcune ragazze delle nuove crew italiane. Partiamo dalla più recente perchè prestissimo faranno un evento e quindi bisogna parlarne subito, la Anguanas Ramp Crew.

 

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Ciao anguanas ramp crew, chi siete?
Ciao! Siamo Ann Atomic Bomb e Anek Breaker, due del folto gruppo di skaters di questa nuova crew, diciamo che siamo quelle che hanno deciso di “formalizzare” questo progetto! Una buona parte della nostra squadra di Roller derby, le Anguanas appunto, ha deciso di sperimentare sulle rampe … da qui è nata la crew!

Potete spiegare il vostro nome a chi ci legge e non mastica roller derby? Perchè “Anguanas”?
Ann: Le Anguane sono creature mitologiche popolari tipiche del Veneto, la nostra regione, capaci di trasformarsi e dai poteri mistici … diciamo che ci sentiamo affini a queste creature!
Capisco! Dato il nome presumo ci siano molte componenti della vostra squadra. Si sono unite anche skater che non praticano il roller derby?
Anek: Per ora siamo tutte skater che praticano anche roller derby, con le Anguane appunto, ma non vediamo l’ora di avere qualche new entry (skaters vicentine … dove siete?)

Dove skateate di solito?
Durante la stagione estiva ci troviamo ogni giovedì e domenica sera dalle 21.00 alle 23.00 alla bowl di Parco Fornaci Via Carlo Farini a Vicenza!

So che è da un bel po’ che vi cimentate sulle rampe, forse un annetto? Quando avete iniziato?
Anek: Alcune di noi erano presenti al primo Meet Up italiano a Udine nel dicembre 2015 … senza sapere realmente cosa stavamo facendo! Diciamo che da un annetto che le rampe sono diventate quasi una costante per noi!

Mi dici i tuoi tre skatepark o spot preferiti e dove si trovano?
Ann: Il The Wall a Vicenza, il The Pit a Bassano del Grappa (VI), Skate Park Cornedo Vicentino.

Ho visto che a breve farete un evento. Qual è il programma della giornata?
Abbiamo in programma questo primo meet up in terra vicentina, domenica 3 settembre alla bowl del Parco Fornaci di Vicenza.
L’evento è in concomitanza di un festival di 3 giorni che si chiama Fornaci Rosse, durante il quale ci saranno convegni, concerti e varie attività nel Parco. Noi saremo li la domenica dalle 16. Dalle 18 al bar del Parco ci sarà un dj set fino alle 21.30 e durante tutto l’evento proponiamo sfide di Beer Pong!

Ecco il link all’evento facebook.

 

 

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Un consiglio per chi vorrebbe formare una crew e ancora non si è decisa/o?
Ann: Consiglio di trovare persone che hanno la passione di pattinare e provare, mettersi in gioco!

 

Non posso che essere d’accordo con Ann sull’ultima frase e augurare alle Anguane la migliore riuscita per il loro prossimo evento!

Potete contattare le Anguane sulla loro pagina facebook.

 

 

Love,

Doom

 

 

 

 

Il video di Freeda: com’è andata

Il video di Freeda: com’è andata

 

L’altroieri è uscito il servizio su Freeda riguardo quello che facciamo. “Le ragazze del rollerskate” ha già totalizzato circa 90.000 visualizzazioni e nel mio caso specifico si è trasformato in un’ottima occasione per iniziare conversazioni con persone che non conoscevo e che si vogliono avvicinare al ramp skating.

 

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Insomma, è andata un po’ come speravo.

Il video è stato girato durante il “Pota” meetup a Bergamo, lo scorso luglio.

Il caldo che faceva quel giorno è talmente indescrivibile che posso solo provarci. Per quanto ci bagnassimo la testa sotto la fontanella non era mai abbastanza, per quanto bevessimo non eravamo mai idratate a sufficienza, le forze mancavano e l’unico motore che ci ha fatte skateare comunque è stato il pensiero di una reale opportunità di far conoscere quello che facciamo alla gente.

In questo senso un GRAZIE enorme al team di Freeda, che nonostante le temperature è stato di una professionalità e di una gentilezza fuori dal normale.

Ecco il video in questione:

 

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffreedamedia%2Fvideos%2F1833580310286619%2F&show_text=0&width=476

(nell’anteprima: io e Matje in una double run)

 

Sto leggendo alcuni commenti sotto al video nelle ultime ore e sono davvero soddisfatta delle reazioni e della risonanza che sta ottenendo.

Spero che sia solo un punto di partenza e che la scena inizi a crescere. Se siete interessate/i a farne parte, scrivetemi e parliamone.

Love,

Doom

 

 

 

 

Blog chiuso per ferie!

Blog chiuso per ferie!

 

Come da titolo, vado in ferie! Tiè!

Parto proprio oggi per un viaggio e farò ritorno in data tutt’ora imprecisata ma sicuramente dal 21 agosto sarò nuovamente operativa – visto che ricomincio a lavorare, damnnn!

Ecco le tappe del mio viaggio imminente. Parto con Chiddo a.k.a. Benedetta Bassi Photography, che ben conoscete.

 

5-6 agosto > Praga

7/10 agosto > Aarhus (Danimarca)

11 agosto > Copenhagen

12-13 agosto > Berlino – Chicks in Bowls meetup

 

 

Se vi capita di essere dalle mie stesse parti in quei giorni fatemelo sapere. Sarò raggiungibile su facebook e instagram ogni volta che troverò uno straccio di wi-fi.

Nel frattempo buone vacanze e buone scheitàte!

Doom

 

 

It’s a head thing

It’s a head thing

 

“Questione di testa”. Quante volte ce lo diciamo, ce lo ripetiamo e nonostante tutto non riusciamo a completare un movimento “per colpa della testa”?

A me capita spesso, non starò qui a dirvi di aver trovato la formuletta magica per risolvere qualsiasi problema riguardo l’apprendimento di un trick. Purtroppo per me (e per voi) un trick non si completa con uno schiocco di dita ma richiede tempo, pazienza, costanza e soprattutto sicurezza in se stesse/i.

Premessa: sono una persona molto distratta e lo sono sempre stata. Questo non mi aiuta per niente nè sul lavoro nè tantomeno nella vita di tutti i giorni. Sono il tipo di persona che continuerebbe a gridare per ore “Ma dove ho messo gli occhiali?” salvo accorgersi di averli appesi allo scollo della maglietta, o il tipo di persona che solo se aiutata e presa per mano riuscirebbe a ricordarsi di pagare le bollette o sistemare quelle carte dal commercialista salvo incorrere in mesi di mora.

Non lo faccio di certo apposta, ma non posso negare di essere davvero davvero un disastro in certi ambiti della mia vita.

Pattinare non è un’eccezione. Equilibrio? Mai avuto. Consapevolezza del proprio corpo nello spazio? Nemmeno. Insomma per praticare questa disciplina mi sono dovuta fare in quattro sul serio. Niente di quello che sto facendo in questo periodo della mia vita ha senso per il mio corpo. La precisione con cui atterro sul coping sarebbe stata solo un miraggio lontano se non mi fossi messa in testa di provare a controllare la velocità e la posizione dei piedi. In questo senso sono fiera dei miei piccoli risultati ma, come per tutte le persone, ci sono dei giorni in cui non c’è proprio niente da fare.

 

Ecco una serie di cause e relativi accorgimenti a cui ricorro quando sento che non ci sto con la testa.

 

1 – Probabilmente sto cercando di fare troppe cose insieme. A volte arrivo in park con una lista mentale di trick da sbloccare e ne esco a mani vuote. Chi troppo vuole nulla stringe: cerco di ridurre la mia lista ad un solo trick e mi metto in testa che “se non sarà oggi sarà la prossima volta”. Di solito funziona.

2 – Non è una buona giornata per pattinare da soli. Ok, può capitare anche questo. A volte stare in park da soli ad esercitarsi è un po’ noioso. Solitamente finisco per voler fare tutto subito, senza scaldarmi e senza fare pause tra una run e l’altra. Andare in park con qualcuno non solo è più divertente ma sinceramente mi permette sempre di confrontarmi con qualcuno rispetto a quello che sto facendo, chiedere pareri e risolvere trick.

3 – Ansia da prestazione. Se non riesco a concentrarmi probabilmente sono troppo presa da tutto quello che sta intorno alla rampa e non dalla rampa. In questi casi devo necessariamente attuare la mia “tattica paraocchi”, un metodo che utilizzo ogni volta che sono in volo (odio l’aereo). Consiste nel fare finta di non avere visione periferica. In pratica l’unica cosa che conta sono le mie ginocchia e uno spazio di 5cm tutto intorno al mio corpo, come una specie di bozzolo. Nel caso specifico della rampa basta fare finta di essere all’interno di uno spazio vuoto, solo la rampa ed io.

4 – Forse non ho mangiato / bevuto abbastanza. Anche questa sembrerà una banalità, ma spesso per via del fatto che “sto andando a divertirmi” dimentico completamente che pattinare sulle rampe è esercizio fisico – eccome se si fa fatica!

5 – Sto pensando a cattivi risultati in altri ambiti della mia vita. Potrei aver avuto una settimana dura a lavoro e potrebbe essere che il mio sentirmi inadeguata sul lavoro abbia la meglio sulla mia performance fisica. Quante volte non abbiamo chiuso la porta “problemi personali” prima di entrare in palestra con l’unico risultato di non riuscire a fare assolutamente niente? La cosa migliore è tenere separati i due ambiti. Come? Basta circondarsi di persone che ci supportano, indossare la nostra tshirt da battaglia, pulire i pattini, cambiare i cuscinetti, fare una serie di cose che ci fanno stare bene in preparazione all’arrivo in park. Andare in park dovrebbe essere motivo di relax: se non chiudiamo quella porta anche fare quello che ci piace diventerà frustrante con l’unica conseguenza di non farcelo più piacere. Ed è un peccato.

 

Vi siete ritrovate/i in questi scenari? Ci sono altre possibili cause che minano la vostra concentrazione? Parliamone!

Doom

 

 

 

 

 

Video review: “Trash Life” / Anti Clique Zine

Video review: “Trash Life” / Anti Clique Zine

Apriamo la settimana con una notizia bomba: le ragazze di Anti Clique Zine hanno fatto uscire il video “Trash Life”, quindi stamattina me lo sono guardato tutto d’un fiato sul bus mentre andavo in studio.

Skater presenti nel video:

DITA @MRS_MUERTOS
ACE @KID_ACE
BABY GIRL @BABYGIRLDEE
NICK @NICKTHEMEDIC
ESTRO @ESTROJEN

Musica di  DEEP CREEP
Filmato ed editato da LUCAS DAIPRA

 

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